Il presepe vivente di Zungri sfida il maltempo e raccoglie consensi (FOTO)

A dare il volto ad uno dei re magi, il giovane di colore Samba. Un inno all’integrazione e solidarietà

A dare il volto ad uno dei re magi, il giovane di colore Samba. Un inno all’integrazione e solidarietà

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L'arrivo dei re magi
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Accoglienza, integrazione, solidarietà. Sono stati gli ingredienti del successo della prima inedita edizione del Presepe vivente all’interno dell’Insediamento rupestre. La sacra rappresentazione, sfidando le cattive condizioni meteo, ha raccolto consensi andando ad attestarsi come una delle principali e più riuscite manifestazioni natalizie nell’intero comprensorio vibonese. Un’organizzazione imponente quella messa in campo dall’associazione culturale “Nives”, dal comune di Zungri e dal Museo della civiltà contadina e rupestre in grado di ripopolare l’intera area delle grotte con 140 figurati e oltre 20 suggestive scene.

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Le scene e le novità dell’edizione

Coinvolta buona parte della popolazione quanto nell’allestimento del sito, quanto nella ricerca e valorizzazione delle proprie radici culturali e sociali. Il visitatore, accompagnato dalla musica delle zampogne e pipite dei maestri Pasquale Lorenzo, Salvatore Cirimelli, Christian Vangeli e Domenico Arena, hanno potuto rivivere la Betlemme di 2mila anni fa. Una carrellata di scene pensate nei minimi particolari: la campagna con i pastori, la raccolta delle olive, le lavandaie, il ciabattino, la lavorazione del sapone, del ferro e del legno. E poi la bottega del pane, dei semi e della frutta secca, la grotta con le ricamatrici e tessitrici, l’angolo della lavorazione delle ceste (con il professore Barillaro) e la preparazione delle ricotte e formaggi, fileja e “curudicchie”.

Quindi le location più ricercate come la casa di Erode con al centro il suo trono ed accanto, seduta, Erodiade. Tendaggi, drappi, piume, cuscini e tappeti per ospitare le concubine, candelabri scintillanti, bicchieri e boccali, statue e vassoi di frutta. A fare da cornice, i centurioni romani collocati all’ingresso. Tra le scene apprezzate anche il tempio con i sacerdoti e gli scribi e l’area del censimento. Fulcro del percorso, nella zona delle sorgenti, la natività ricostruita in armonia con l’ambiente naturale grazie al contributo del maestro Giuseppe Gaudioso. Al suo interno è stato ricavato il luogo che ha ospitato il bue e l’asinello e, nella porzione antistante, sono stati collocati i personaggi della Madonna, san Giuseppe e Gesù. Una sorpresa in più, l’arrivo dei re magi. A dare il volto ad uno dei tre saggi astronomi che secondo i vangeli giunsero alla grotta per omaggiare il bambino con doni preziosi, Samba, ragazzo di colore ospite della comunità.

Il commento dei promotori

Tramite la prima edizione, come rimarcato dagli organizzatori, si è cercato di rinsaldare il legame con la propria identità culturale. Ma non solo. Promuovere le grotte significa apportare benessere all’intero comprensorio del Poro. Al termine dell’evento, soddisfazione è stata espressa dai componenti dell’associazione “Nives”, guidata da Ilenia Raffa, che hanno creduto fin dall’inizio alla proposta fatta dalla direzione del Museo e dal sindaco Franco Galati. Quest’ultimo, in particolare, ha ribadito che le grotte rappresentano «un bene prezioso intorno al quale può e deve girare l’economia del territorio zungrese». Posizione condivisa dalla direttrice del sito rupestre Maria Caterina Pietropaolo che prosegue il suo lavoro di valorizzazione del sito sempre più meta turistica indiscussa: «Questo straordinario evento – frutto di mesi intensi di lavoro, lo ha, ancora una volta, confermato».

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