Mileto, un’antica preghiera incisa sulla colonna bizantina del Museo statale

Il mistero dell’iscrizione, apposta sul reperto a caratteri greco-bizantini, è stato svelato alcuni anni fa grazie all’impegno del compianto storico Giuseppe Occhiato 

Il mistero dell’iscrizione, apposta sul reperto a caratteri greco-bizantini, è stato svelato alcuni anni fa grazie all’impegno del compianto storico Giuseppe Occhiato 

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Il Museo statale di Mileto
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Il Museo statale di Mileto, a vent’anni dalla sua istituzione, rappresenta indubbiamente uno dei poli d’eccellenza del panorama culturale della provincia di Vibo Valentia e dell’intera Calabria. Al suo interno sono esposte opere di grande valore archeologico-storico-artistico, che ripercorrono l’illustre trascorso dell’urbe elevata a metà dell’anno mille a capitale della contea normanna, istituita da Ruggero I d’Altavilla nell’ambito del processo di rilatinizzazione del Meridione d’Italia.

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Tra i reperti più interessanti, bisogna annoverare la colonna con croce inscritta esposta nella prima sala. Un fusto marmoreo bianco con venature grigie di circa due metri, al centro del quale campeggia una croce contornata da lettere greco-bizantine, il cui significato per secoli ha rappresentato un vero e proprio mistero. A cercare di svelarne l’arcano per anni si è speso il compianto storico miletese Giuseppe Occhiato, uno dei maggiori esperti di architettura normanna nel sud della penisola, il quale con l’aiuto di altri valenti studiosi alla fine è riuscito a centrare l’“impresa”. 

La colonna è probabile risalga all’XI secolo e che verosimilmente facesse parte del porticato antistante la chiesa bizantina della Cattolica, situata nell’antica capitale normanna, città abbandonata in seguito al terremoto che nel 1783 si abbatté nell’area. La lettura dell’iscrizione fatta dal professore Occhiato e da altri esperti del settore è: “Signore proteggi il tuo servo”, nel senso del devoto che passando davanti al fusto marmoreo ne leggeva l’invocazione e ne aggiungeva in segno di preghiera il suo nome. 

Altra ipotesi plausibile, è che questa fosse solo la prima frase di un discorso più articolato, completato da altre analoghe iscrizioni presenti sulle altre tre colonne di cui era composto il porticato della chiesetta bizantina della Cattolica. 

Il manufatto con inscrizione esposto nel Museo statale di Mileto, attualmente diretto dallo storico dell’arte Faustino Nigrelli, presenta più in basso un altro interessante dettaglio, un gruppo di forellini dove erano alloggiati i sostegni di un’applicazione in metallo a forma di croce, che, semmai ce ne fosse stato bisogno, all’epoca ne completava ancora di più il messaggio prettamente cristiano.