Comunitarium 2018, Vibo e Ionadi in festa nel nome di San Leoluca

Nella ricorrenza del Santo patrono l’incontro tra le due comunità ha segnato momenti di riflessione e spiritualità. Si è ripetuto il suggestivo rito della deposizione dei fiori ai piedi della statua 

Nella ricorrenza del Santo patrono l’incontro tra le due comunità ha segnato momenti di riflessione e spiritualità. Si è ripetuto il suggestivo rito della deposizione dei fiori ai piedi della statua 

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L'omaggio floreale dei Vigili del fuoco
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Iniziata ieri con la messa e benedizione delle viole mattutina, si è svolta con grande trasporto e partecipazione di fedeli la giornata conclusiva della Festa patronale di San Leoluca a Vibo Valentia. Il “Comunitarium” è stato quest’anno vissuto con i “pellegrini” di Ionadi, chiamati a condividere con la città di Vibo Valentia e la parrocchia Santa Maria Maggiore i principi di fratellanza, carità e convivialità propri della religione cristiana. 

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E la presenza della popolazione del ridente comune, alle porte della città capoluogo di provincia, è stata numerosa, guidata dal sindaco Antonio Arena e dalle varie realtà istituzionali e associative del territorio. Il percorso intrapreso sulle orme del Santo monaco è proseguito alle 11, con la messa presieduta nella chiesa matrice dal vescovo Luigi Renzo

«Siamo nel vivo della Quaresima – ha affermato nella sua omelia il presule della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea – e la festa di San Leoluca non può non richiamarci ad uno stile di vita che ci consenta di averlo come preciso e puntuale esempio da seguire sulla strada della coerenza evangelica e della santità. Sono entrambe occasioni preziose di grazia e di riflessione collettiva a cui, anche come società civile, non possiamo rinunciare perché il tempo che ci è dato, quello che i teologi chiameranno “kairòs”, costituisce per tutti momento propizio per scuoterci dal torpore spirituale, che ci comprime esclusivamente nelle cose da fare, allontanandoci dagli effetti della famiglia, delle amicizie costruttive e facendoci illudere di essere a posto perché in fondo ce la mettiamo tutta e riusciamo a cavarcela. Se ci guardiamo un attimo dentro, ci accorgiamo che non è così e che qualcosa in noi non quadra». 

Un’ora dopo, si è consumato il suggestivo momento in cui i Vigili del Fuoco del locale Comando provinciale hanno deposto l’omaggio floreale ai piedi del simulacro di San Leoluca posizionato in cima al Valentianum. Il “Comunitarium 2018” è entrato nel vivo alle 17 con l’accoglienza in duomo della comunità di Ionadi, da parte delle autorità civili e religiose di Vibo Valentia. Alle 18, per i fedeli è stato il momento di “Varcare le porte del tempo”, di partecipare alla messa presieduta dal parroco di Ionadi don Lucio Bellantoni, affiancato dal parroco della frazione di Vena don Roberto Carnovale

Alla sacra celebrazione eucaristica ha fatto seguito la consegna del “Comunitarium”, con tanto di firma della univoca dichiarazione d’impegno da parte dei rispettivi sindaci Elio Costa e Antonio Arena e dei parroci don Antonio Purita e don Bellantoni. «Tale documento – ha affermato al riguardo Arena – ci impone di alimentare e incrementare tutti quei sani principi che derivano dalle nostre comuni radici e che risultano necessarie per crescere a livelli religioso, culturale e sociale. In forma personale e congiunta, a costruire le giuste relazioni fondate sulla solidarietà, sulla fratellanza e sulla pace».

Il momento di condivisione sulle orme del Santo patrono di Vibo si è concluso alle 19.30 circa nel segno dello “Gioire insieme”, con il classico taglio della “Torta Comunitarium” nel teatrino del Valentianum.