Con la poesia “Ai grutti i Zungri”, Romina Candela, presidente dell’associazione Crisalide, ha ottenuto due importanti riconoscimenti letterari. L’opera, come spiega la stessa autrice, è dedicata a «quelle pietre che hanno cullato la nostra storia» e racconta il profondo legame con la propria terra, insieme al desiderio di far conoscere Zungri e le sue radici ben oltre i confini provinciali e regionali.

I versi sono stati premiati al concorso “Radici” di Joppolo, dove hanno ricevuto il Premio della Critica, e successivamente a Palmi, dove è arrivato un riconoscimento speciale con trofeo nel suggestivo scenario della Casa Museo Leonida Repaci. La poesia è inoltre approdata tra le finaliste di un premio letterario ad Alba Adriatica (Teramo), con la cerimonia di premiazione in programma il prossimo 20 settembre.

Un risultato che valorizza non solo la storia della cittadina del Poro e del suo straordinario insediamento rupestre, ma anche la forza espressiva delle parole della sua autrice.

Per Romina Candela, presidente dell’associazione con sede a San Cono di Cessaniti, si tratta di un ulteriore tassello in un percorso già ricco di riconoscimenti. Attraverso Crisalide, infatti, ha promosso numerosi eventi culturali dedicati all’arte e alla poesia, mettendo al centro la lingua italiana e il vernacolo, le tradizioni e la cultura dei paesi calabresi.

Grazie ai diversi progetti portati avanti dall’associazione, il dialetto e la poesia calabrese hanno raggiunto piazze e piccoli borghi, coinvolgendo di volta in volta le comunità locali. Tra gli appuntamenti più recenti, una serata culturale organizzata a San Cono, con un reading poetico che ha richiamato un numeroso pubblico.

«La poesia è per me un modo di esprimere le mie emozioni più intime, il mio amore viscerale per la bellezza della natura, per i luoghi, per le radici della mia terra, per le nostre tradizioni e la nostra cultura, che ci hanno permesso di essere ciò che siamo oggi. Anche per questo molte delle mie poesie sono scritte in vernacolo», sottolinea Romina Candela.

Per la critica letteraria Francesca Misasi, “Ai grutti i Zungri” «è una poesia che si scioglie come un’eco evangelica della memoria: versi intrisi di un lirismo autentico, caldo e vibrante, sostenuti dalla potenza delle parole che accarezzano, descrivono, misurano ed esaltano una bellezza senza fine, attraversando frammenti di storia e di memoria senza mai dimenticare chi, con sacrificio, passione e tenacia, ha portato alla luce questa civiltà consegnandola al mondo».

Con l’opera si rende omaggio anche allo studioso Achille Solano, protagonista della riscoperta dell’insediamento rupestre di Zungri grazie al suo intenso lavoro di ricerca e valorizzazione.

Proprio per questo, commentando i premi ricevuti, Romina Candela ha voluto dedicare il riconoscimento a lui e alla sua comunità:

«L’emozione è immensa per questi riconoscimenti. Li dedico con tutto il cuore al dottor Achille Solano e alla comunità di Zungri».