Momenti forti e coinvolgenti si sono vissuti anche durante la Via Crucis. Un percorso intenso culminato nella toccante rappresentazione della Crocifissione
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Una comunità intera che si mette in gioco, si unisce e dà vita a uno degli eventi più intensi e partecipati dell’anno. A Filadelfia, la Passione Vivente si è trasformata in un autentico momento di fede, tradizione e identità collettiva, capace di coinvolgere centinaia di persone e richiamare un pubblico numerosissimo e partecipe.
Circa 100 i figuranti e gli organizzatori coinvolti, protagonisti di una rappresentazione che ha saputo emozionare grazie alla forza della semplicità e dell’autenticità. Non attori, ma cittadini che hanno scelto di mettersi in gioco, offrendo tempo ed energie per un progetto condiviso.
L’idea nasce dal sacerdote don Rocco Suppa e prende forma già a fine gennaio, durante un primo incontro con l’amministrazione comunale, rappresentata dall’assessore Masino Diaco, e con il presidente della Pro Loco di Filadelfia, Gabriele Runca. Da quel momento prende il via una vera e propria corsa contro il tempo.
In appena due mesi, grazie a un impegno imponente e continuo, si è riusciti a costruire una manifestazione curata nei dettagli, capace di restituire al pubblico tutta l’intensità della rappresentazione della Passione.
«Desidero esprimere, a nome dell’intera Amministrazione comunale, un ringraziamento sentito al Parroco, alla Pro Loco e a tutti i figuranti – ha dichiarato il sindaco di Filadelfia Anna Bartucca – per aver donato alla nostra comunità un momento di così alto valore spirituale e culturale. La straordinaria partecipazione dei cittadini testimonia quanto queste iniziative siano profondamente sentite e rappresentino un patrimonio importante per il nostro territorio. Trattandosi della prima edizione, l’auspicio condiviso è che questa significativa esperienza possa essere riproposta anche negli anni a venire, crescendo ulteriormente in qualità e partecipazione, e continuando a rafforzare lo spirito religioso e il senso di comunità».
«La Comunità Pastorale si è cimentata in questa Sacra rappresentazione sotto la guida del parroco don Rocco Antonio Suppa, don Gregorio e don Francois. «Oggi più che un tempo – ha reso noto don Rocco - queste iniziative aiutano a fare comunione e a far nascere relazioni sane: in una società in cui impera l’individualismo, il soggettivismo, la dipendenza dai social con il loro isolamento, tali momenti di fede, cultura e tradizione fungono da medicina».
Dal canto suo, il presidente della Pro Loco di Filadelfia Gabriele Runca ha inteso sottolineare che «il sodalizio turistico ha inoltre rilanciato questa importante tradizione dopo diversi anni, riportandola al centro della vita comunitaria: quella appena svolta rappresenta infatti la sesta edizione. Un percorso di crescita che ha visto negli anni un arricchimento della messa in scena, con l’introduzione di dialoghi strutturati, scene curate e musiche coinvolgenti, elementi che hanno contribuito a rendere la rappresentazione ancora più intensa e suggestiva».
Particolarmente apprezzata la successione delle scene chiave, che hanno guidato il pubblico in un percorso emotivo e spirituale: dall’intensità dell’Ultima Cena, al raccoglimento dell’agonia nel getsemani, fino alla tensione del processo. Momenti forti e coinvolgenti si sono vissuti anche durante la Via Crucis, culminando nella toccante rappresentazione della Crocifissione.
Significativa anche la scelta delle quattro chiese del paese come luoghi in cui ambientare le diverse scene: una decisione che ha permesso di valorizzare il patrimonio religioso locale e di creare un percorso itinerante capace di coinvolgere ancora di più il pubblico, rendendolo parte integrante della rappresentazione.
Accompagnato dalle voci narranti, il numerosissimo pubblico ha seguito con partecipazione e in un silenzio attento e riflessivo i dialoghi e le recitazioni, lasciandosi coinvolgere pienamente dall’intensità delle scene. È stato anche un modo per riscoprire il vero significato della Pasqua, in concomitanza con l’inizio della Settimana Santa, offrendo alla comunità un momento di riflessione profonda e condivisa.
Ciò che ha reso davvero speciale questa edizione è stato il forte senso di unità vissuto durante tutta la manifestazione: figuranti, organizzatori e pubblico si sono ritrovati parte di un’unica grande comunità, condividendo emozioni, valori e tradizioni. Un legame autentico che si è percepito in ogni momento della rappresentazione.
Un contributo fondamentale è arrivato anche dalla cura dei costumi: la maggior parte degli abiti è stata realizzata con grande maestria dalla stilista Annalisa Caruso, il cui lavoro ha arricchito ulteriormente la qualità e l’impatto visivo dell’intera rappresentazione.

