Riflettori accesi da un lato sulla festa dei Tri da Cruci della Perla del Tirreno, dall’altro sulla Festa Bella di Spelonga nel territorio di Arquata del Tronto: due celebrazioni che testimoniano la persistenza di un patrimonio condiviso tra Calabria e Marche
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È stato ufficializzato il 22 gennaio 2026, nella sede del Club per l’Unesco di Ascoli Piceno, il gemellaggio tra il Club per l’Unesco di Ascoli Piceno e il Club per l’Unesco di Tropea, nato con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione culturale tra territori legati da una comune eredità storica e simbolica.
L’accordo, sottoscritto dal professor Giuseppe Marucci, direttore del Club di Ascoli Piceno, e da Monica La Torre, componente del direttivo del Club di Tropea, si colloca nel solco della missione Unesco di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale, con particolare attenzione alle tradizioni vive e alle pratiche comunitarie.
Al centro del gemellaggio vi è la volontà di individuare e mettere in rete i luoghi storicamente legati alla Battaglia di Lepanto, letti non solo come siti della memoria, ma come spazi ancora capaci di generare identità e partecipazione. In questo contesto assumono un valore emblematico la festa dei “Tri da Cruci” di Tropea e la Festa Bella di Spelonga, nel territorio di Arquata del Tronto, due celebrazioni che testimoniano la persistenza di un patrimonio condiviso tra Calabria e Marche. Alla Festa Bella ha preso parte nella scorsa edizione anche Monica La Torre, contribuendo ad avviare un dialogo culturale poi confluito nel gemellaggio.
L’intesa rappresenta un primo passo verso la costruzione di una rete nazionale di luoghi e comunità legati alla memoria di Lepanto. In prospettiva, il percorso potrà evolvere anche nel coinvolgimento di soggetti locali all’interno di una comunità patrimoniale, ispirata ai principi della Convenzione di Faro.

