Domani, venerdì 11 settembre, alle ore 18.30, nell’Auditorium comunale di Rombiolo, ci sarà la presentazione del nuovo romanzo di Santo Gioffrè, “Il tempo del male”. L’iniziativa è stata promossa dall’Arci locale con il patrocinio dell’Amministrazione comunale.

Sono previsti i saluti istituzionali del sindaco Caterina Contartese, dell’assessore alla Cultura Laura Papaianni, del presidente e vice presidente dell’Arci Franco Ferraro e Antonio Donato. Ad introdurre la presentazione Annunciato Larosa (socio Arci). Conversa con l’autore Nicola Rombolà (giornalista e docente). Nel corso della presentazione Antonella Barletta leggerà dei passi tratti dal romanzo e saranno esposti dipinti degli artisti Tonio Fortebraccio e Federica Monteleone.

Il tempo del male

La storia raccontata nel nuovo romanzo del noto scrittore Santo Gioffré, è intrecciata al precedente romanzo “L’opera degli Ulivi” (2018), dove lo scrittore di Seminara (autore di diversi romanzi di genere storico: in particolare si ricorda “Artemisia Sanchez”, da cui è stata tratta l’omonima fiction televisiva per la Rai, trasmessa nel 2008), racconta una Calabria intrisa di efferati delitti, rievocando lo spietato scontro tra faide che hanno insanguinato diverse località, e l’intreccio tra apparati dello Stato, colletti bianchi e criminalità organizzata, alla luce anche della sua difficile esperienza vissuta come Commissario dell’Asp di Reggio Calabria (da marzo a settembre 2015), che lo stesso Gioffré ha avuto modo di descrivere e denunciare in due memoriali, Ho visto, La grande truffa della sanità calabrese, 2020 e Tutto pagato! Il saccheggio della sanità calabrese raccontato da chi l’ha scoperto (2025).

Una denuncia sociale e politica

Ne “Il tempo del male” l’autore esprime una visione distopica della Calabria, che sembra richiamare il verso del III canto dell’Inferno “Tra la perduta gente”. Si tratta di una coraggiosa denuncia sociale, politica e antropologica, con una forte impronta ideale e passionale. La scrittura del nuovo romanzo di Santo Gioffré rinnova il suo stile: la voce narrante è interna. Le diverse vicende vengono rievocate dal protagonista, Gesualdo, che ripercorre le tragedie e i fantasmi che ha vissuto in prima persona, in cui prevale il classico tema Eros Thanatos, dopo la tragica fine del suo fraterno amico Enzo Capoferro, ucciso nella facoltà di Medicina di Messina mentre stava facendo un esame.

L’autore rivela la capacità di mimetizzarsi nel tono e nel ritmo di una scrittura immediata, dopo la mediazione (con distacco temporale operato nella tecnica stilistica per la composizione del romanzo storico, in questo caso spogliata di ogni velo retorico, attraverso la voce narrante interna, identificando l’esperienza dell’autore con quella del protagonista. Con “Il tempo del male” Gioffré compie scelte stilistiche tipiche della narrativa del Novecento, privilegiando il carattere introspettivo, con la tecnica dei monologhi.