Applausi, emozioni e tanta partecipazione per il Concerto di Capodanno dell’Orchestra di fiati. L’evento si è tenuto a Filadelfia in un gremito auditorium. Un’ora e mezza di musica di alti livelli. Uno spettacolo scenografico coinvolgente grazie al lavoro portato avanti da Carmela De Luca e Pasquale Masdea che hanno ripercorso il cammino dell’associazione musicale “Diapason-Giovanni Gemelli” con i ricordi fotografici inseriti in bauli.

Il presidente Bruno Caruso ha ringraziato i direttori artistici dell’Associazione Massimo Campisano e Francesco Conidi, nello specifico quest'ultimo per l'organizzazione del concerto e soprattutto per i risultati raggiunti nell’ambito del progetto “Radici”. Il contest, organizzato dal Ministero degli Esteri, a cui l’Orchestra ha partecipato (tramite il Comune e con la collaborazione del Conservatorio Torrefranca di Vibo) superando brillantemente la prova regionale. Ora il gruppo musicale rappresenterà la Calabria all'Auditorium della Farnesina insieme alle Orchestre di fiati di altre 12 regioni d’Italia.

Un prestigioso riconoscimento, sottolineato anche dal sindaco nel suo messaggio di auguri rivolto ai presenti, nel quale ha ringraziato l’Associazione per il grande lavoro svolto sul territorio. Nei saluti iniziali, inoltre, il presidente ha presentato i giovani esecutori e ringraziato i maestri della scuola che hanno consentito rinvigorire il gruppo con ben 21 under, linfa vitale dell’orchestra per il prossimo futuro.

Successivamente, con la regia attenta della storica presentatrice Angela Mancari, si è dato il via al concerto diretto dal maestro Francesco Conidi che ha spaziato dalla musica con brani tipicamente natalizi (Chritmans Swing), a colonne sonore accattivanti e tratte da note canzoni pop (Life is Live, Somewhere in my memory), a classici della musica contemporanea, come “Harry Potter Saga” e brani della tradizione italiana, Napoli ieri ed oggi. Particolarmente apprezzato il brano Feurfest nel quale il timpanista Pasquale Masdea si è calato nei panni del fabbro accompagnando l'orchestra con il suono intonatissimo dell'incudine.

Cinque minuti di applausi finali hanno “costretto” l'orchestra ad eseguire il bis.