Far dialogare l’arcaico e il contemporaneo, unendo in un unico flusso temporale il passato e il presente. È questo il cuore pulsante di "Nostos - Sonu ca 'ncanta", l'apprezzato spettacolo della compagnia teatrale BA17 andato in scena venerdì sera a Bivona. Una vera e propria rivisitazione musicale che prende la tradizione popolare e la traghetta direttamente nei giorni nostri.

La voce degli umili

Dietro la macchina di questo suggestivo progetto c'è Angelica Artemisia Pedatella, che per lo spettacolo ha vestito i triplici panni di regista, autrice e interprete.
«Questo spettacolo fa parte di un ciclo di operazioni che stiamo realizzando per riportare l'attenzione sulla qualità artistica della musica del popolo - spiega la regista - parliamo di una musica arcaica che diventa contemporanea proprio perché è arrivata a noi grazie alla gente che ha continuato a cantarla».
Il fulcro dell'opera risiede nel riscatto della memoria storica della gente comune. Attraverso le canzoni popolari, le comunità hanno raccontato il proprio punto di vista sul mondo. Lo spettacolo dà voce a ciò che i libri di storia ufficiali non hanno mai riportato: il vissuto dei più umili che, non avendo libri, hanno affidato alla musica la propria memoria. Il richiamo al Nostos (il ritorno) si trasforma in un genere letterario vivo, arricchito da danza acrobatica dal vivo e performance musicali uniche.

L'umanità secondo Daniele Fabio

Se la parola e la regia tracciano la rotta, la musica ne diventa il motore emotivo. Protagonista assoluto di questa dimensione è Daniele Fabio, chitarrista e performer internazionale fresco di tour in Inghilterra, capace di comporre e improvvisare direttamente sul palco, facendosi letteralmente "voce del popolo".
Le sue scelte musicali fondono sigle originali – capaci di sprigionare una forza arcaica in chiave moderna – e citazioni della tradizione.
«Uno dei significati di Nostos è il ritorno - racconta il musicista - quando si torna, lo si fa arricchiti di ciò che si è vissuto nel percorso. La forza non sta solo nelle melodie, ma nel vivere insieme alle persone del luogo, proprio come sosteneva il compositore Béla Bartók. Io cerco l'identità nell'umanità e poi la trasferisco nelle canzoni, con note che respirano della gente di oggi».
Con "Nostos", la compagnia BA17 ha dimostrato che la tradizione non è un museo polveroso da custodire, ma un fuoco vivo che continua a bruciare, rinnovandosi a ogni accordo e a ogni passo di danza.