Con l'arrivo del nuovo anno e l'avvicinarsi della scadenza del contratto a tempo determinato degli ex tirocinanti della Regione, in servizio dal 2023 nelle varie realtà calabresi del Ministero della Cultura, riparte il balletto e si ritorna a parlare delle problematiche che ne deriverebbero qualora questo non venisse ulteriormente prorogato. Tra di essi figurano funzionari e assistenti alla vigilanza e all'accoglienza, nel Vibonese operativi all'interno dei musei nazionali della stessa città capoluogo e di Mileto, entrambi afferenti alla DrMn Cal diretta da Fabrizio Sudano. Assunti con un bando ad hoc, inizialmente per 18 mesi ea 18 ore settimanali, il loro contratto è stato successivamente prolungato di 12 mesi, con scadenza il prossimo 28 febbraio.

Tuttavia, le notizie che giungono al riguardo sono abbastanza rassicuranti, al di là degli allarmismi della prima e dell'ultima ora sul rischio che i musei in cui gli ex tirocinanti stanno prestando servizio possono chiudere al pubblico. Da fonti autorevoli si dà per certo, infatti, un imminente inserimento dei fondi necessari all'ulteriore prolungamento del loro contratto nel decreto Milleproroghe. A confermare tutto ciò giungono anche le dichiarazioni in merito dell'esponente della Lega, nonché già sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo.

«Riguardo al paventato rischio di chiusura del museo di Vibo Valentia - sottolinea - desideroso esprimere un punto di chiarezza riguardo all'impegno e all'attenzione costante da parte del Ministero della Cultura e in particolare da parte del sottosegretario Lucia Borgonzoni. Non è un caso che in occasione della recente visita alla città di Vibo Valentia abbia voluto privilegiare questa struttura rispetto ad altre, proprio una testimonianza della consapevolezza circa l'importanza che il museo riveste per la città e la regione, e la necessità di tutelarlo e valorizzarlo come un punto centrale del patrimonio culturale locale. Durante la visita - aggiunge - la sottosegretaria ha avuto modo di apprezzare personalmente la ricchezza straordinaria di reperti e la rilevanza culturale del nostro patrimonio, al contempo ha voluto prendere personale contezza della situazione generale del museo, una testimonianza tangibile di un interesse culturale profondo verso queste fondamentali istituzioni».

La Limardo spiega, poi, che in risposta alle difficoltà segnalate al sottosegretario dal direttore regionale dei Musei della Calabria e dai sindacati nazionali, e nelle more dell'espletamento delle procedure concorsuali in atto per il reclutamento di un contingente di 1.800 unità di personale, a tempo pieno e indeterminato, nei ruoli del MiC (1.500 unità di assistente per la tutela, accoglienza e vigilanza per il patrimonio ei servizi culturali e 300 di assistente tecnico per la tutela e la valorizzazione), «il Ministero sta lavorando affinché, nell'ambito della conversione del Decreto Milleproroghe, sia prevista un'ulteriore proroga per il personale assunto a tempo determinato per lo svolgimento dei servizi di vigilanza, con l'intento più ampio di intraprendere anche una successiva procedura di stabilizzazione, eventualmente anche anche un mezzo di procedura concorsuale riservata, che consente una gestione continuativa e sicura dei musei italiani. I musei, in quanto custodi del nostro passato - conclude l'esponente della Lega - sono veicoli insostituibili per la promozione della coscienza storica e culturale, in grado di trasmettere alle generazioni future il ricco patrimonio che ci lega alla nostra identità collettiva e Vibo Valentia, con il suo ricco patrimonio storico e archeologico, merita una protezione e un sostegno adeguato, affinché possa continuare a essere un punto di riferimento imprescindibile per la cultura e la memoria condivisa».

Sull'argomento giungono anche le rassicuranti parole del segretario provinciale della Confsal-Unsa, Vincenzo Russo, il quale spiega che per quanto riguarda il Decreto Milleproroghe, pubblicato il 31 dicembre, «ci sono 60 giorni di tempo per la conversione in legge e sicuramente ci saranno degli emendamenti. Il personale assunto a tempo determinato nel MiC, tra l'altro, si trova nella stessa situazione di quello impiegato nel Ministero della Giustizia. Aspettiamo dunque fiduciosi e senza allarmismi il mese di gennaio».