Contratti a scadenza, i tirocinanti del Mibact scrivono a Oliverio

Cresce la preoccupazione dei 20 lavoratori che prestano servizio nei musei di Vibo e Mileto e all’archivio di Stato e che non vedono alcun spiraglio occupazionale all’orizzonte

Cresce la preoccupazione dei 20 lavoratori che prestano servizio nei musei di Vibo e Mileto e all’archivio di Stato e che non vedono alcun spiraglio occupazionale all’orizzonte

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Il Castello Normanno-Svevo sede del Museo
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Con l’avvicinarsi del 28 febbraio, termine ultimo del loro tirocinio formativo, aumentano le preoccupazioni dei circa trecento lavoratori (11 di questi impiegati nel Museo archeologico di Vibo Valentia, 3 in quello statale di Mileto e 6 nell’Archivio di Stato della città capoluogo di provincia) che da circa un anno operano nelle strutture regionali del Ministero per i beni e le attività culturali. All’orizzonte i tirocinanti non intravedono nessun nuovo spiraglio occupazionale. E così, stanchi “delle vaghe promesse” che in questo periodo stanno trapelando da ambiti regionali, hanno pensato bene di sollecitare al governatore della Calabria Mario Oliverio un incontro in tal senso. Richieste, tra l’altro «già avanzate più volte nei mesi scorsi e, purtroppo, ad oggi rimaste inevase». Intanto chiedono a gran voce che venga messo in cantiere un progetto serio, «per far sì che tutti questi lavoratori possano riacquistare un minimo di dignità per loro e le proprie famiglie», e auspicano «che la formazione da loro conseguita in questi mesi possa essere determinante nella regione per contribuire a rilanciare e valorizzare un patrimonio storico e culturale inestimabile». Nella lettera in cui si chiede l’incontro, inviata al presidente Oliverio e all’assessore alla Formazione e alle Politiche sociali Angela Robbe, i tirocinanti focalizzano poi l’attenzione sulle peripezie che dal 2016 all’inizio del 2018 hanno riguardato le selezioni di massimo 627 posti, indirizzati a disoccupati e persone in possesso dello status di percettori di ammortizzatori sociali in deroga, in base alla convenzione stipulata tra il Mibac e la Regione al fine di migliorare i livelli di efficienza ed efficacia delle attività tecnico-amministrative degli istituti culturali calabresi. I circa 300 selezionati di prima e seconda area hanno iniziato il loro tirocinio formativo all’interno delle strutture del Mibac il primo marzo dello scorso anno. Mentre il loro percorso volge a termine, quello dei 200 tirocinanti della terza area sta, invece, per prendere il via. La lettera indirizzata al governatore Oliverio e all’assessore al ramo Robbe si conclude con l’auspicio che Regione e Ministero di settore riescano a lavorare in sinergia, «in modo da valorizzare e impiegare le unità di personale». Il tutto, in considerazione del fatto «che questo tirocinio è finalizzato alla formazione professionale e a una futura stabilizzazione dei tirocinanti», e che, in tal senso, «ognuno dopo 12 mesi di attività lavorativa nel proprio settore di appartenenza, di sicuro avrà acquisito professionalità ed esperienza per poter occupare i posti carenti e sostituire il personale che è in fase di quiescenza». 

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