Tirocinanti Miur-Mibact, nuovo appello: «Non lasciateci in mezzo alla strada»

I lavoratori a cui era stata promessa la prosecuzione dell’attività di formazione sono ancora in attesa di risposte dalla politica: «Dalla Regione silenzio assordante»

I lavoratori a cui era stata promessa la prosecuzione dell’attività di formazione sono ancora in attesa di risposte dalla politica: «Dalla Regione silenzio assordante»

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I tirocinanti in una assemblea
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Non mollano i tirocinanti di prima e seconda fascia (il progetto annuale di quelli di terza fascia è attualmente in fase di svolgimento) che sino allo scorso mese di febbraio hanno svolto il loro percorso formativo all’interno delle strutture regionali del ministero per i Beni e le attività culturali e di quello dell’Istruzione, dell’università e della ricerca. Da mesi attendono che gli enti preposti – in particolare la Regione Calabria – dalle promesse e dalle chiacchiere da marciapiede passino ai fatti concreti e che, finalmente, si dia seguito al paventato e tanto sbandierato prolungamento della loro attività formativo-occupazionale. In questi mesi, sono state molte le prese di posizione e le iniziative al riguardo. Come detto, ad oggi del tutto inutilmente. 

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Da qui l’ennesimo disperato appello di alcuni di loro, di uomini e donne «precari a tutti gli effetti utilizzati dalla Regione come tirocinanti per l’Istruzione (Miur) e Beni culturali (Mibact)». Dopo aver ancora una volta ripercorso la vicenda e ricordato che lo scorso 8 marzo si è svolto un incontro tra l’assessore al ramo Angela Robbe e le rappresentanze sindacali Cgil, Cisl e Uil firmatarie dell’accordo del 2016, in cui «si è deciso di dare prosecuzione a questi tirocini (Miur-Mibact) con attività di perfezionamento utili all’accesso ad opportunità lavorative nei settori in cui si è maturata l’esperienza», i tirocinanti constatano amaramente che, ad oggi, «nonostante le continue e pressanti sollecitazioni, nessuna notizia è giunta in merito alla prosecuzione di questi tirocini, lasciando padri e madri di famiglia in stato di bisogno e in una più che paradossale (anzi assurda) situazione d’incertezza. Dall’assessorato al Lavoro regionale – evidenziano per l’ennesima volta – è calato un silenzio riguardo alla prosecuzione di tali tirocini (di competenza esclusivamente regionale). La nostra situazione è poi gravata dal fatto che, in quanto tirocinanti, non abbiamo diritto ad alcuna indennità contributiva. Anche per questo – concludono – chiediamo una risposta affermativa riguardo alla ripresa delle attività di tirocinio (Miur-Mibact) e che la nostra dignità sia sostenuta da iniziative valide in termini di prospettive di lavoro future».