venerdì,Maggio 20 2022

Sviluppo, il Gal “Terre Vibonesi” alla riscoperta delle eccellenze locali

In atto il progetto “Terre di Calabria” che prevede vere e proprie escursioni sul territorio provinciale al fine di valorizzare, promuovere e contribuire a commercializzare i prodotti locali

Sviluppo, il Gal “Terre Vibonesi” alla riscoperta delle eccellenze locali
Uno degli incontri promossi dal Gal

«Altra intensa e appassionata giornata in giro per il territorio vibonese, con gli esperti Nicola Gallinaro e Giulia Lazzarini, a confrontarci con gli imprenditori e con operatori di settore a vario livello alla riscoperta dei prodotti locali di nicchia da valorizzare e rilanciare». Lo afferma Vitaliano Papillo, presidente del Gal “Terre Vibonesi”, a conclusione della seconda giornata del progetto di cooperazione regionale “Terre di Calabria”, che prevede vere e proprie escursioni sul territorio provinciale al fine di riscoprire, valorizzare, promuovere, contribuire a innalzare l’asticella dello sviluppo e, dunque, alla maggiore commercializzazione dei prodotti locali vibonesi.

Ieri, dunque, è stata «la volta del buon miele di San Costantino (in simbolica rappresentanza del miele vibonese), del fagiolo “Zicca Janca” di Arena e del Mostacciolo di Soriano. «Altri spunti – spiega il presidente – altri passi avanti, altri input per finalizzare proficuamente il progetto. Come ne arriveranno ulteriori domani (oggi per chi legge, ndr), nell’ultima delle giornate preliminari con altre belle realtà aziendali delle “Terre Vibonesi” e altre delizie a cui dare una mano per farne accrescere l’eco della notorietà e la commerciabilità». [Continua in basso]

La prima giornata

Nel corso della prima giornata del progetto, invece, alla presenza sempre dei due esperti, Nicola Gallinaro e Giulia Lazzarini, lo staff dell’agenzia di sviluppo ha fatto visita ad alcune aziende che si occupano di produzioni di nicchia da riscoprire e rivalutare, ascoltando dalla viva voce dei titolari lo stato dell’arte. Ieri è stata, pertanto la volta della “Sujaca di Caria”, del peperoncino “Tri pizzi” e del vino di Brattirò, in particolare l’antico vitigno “ulivella”. I produttori hanno evidenziato i limiti, gli ostacoli, le prospettive, i progetti, le potenzialità esistenti per espandere le rispettive produzioni. Gli esperti, rimanendo particolarmente colpiti dalle aziende, hanno ascoltato e fornito i primi consigli per poter allargare il mercato, riservandosi di approfondire meglio i casi e giungere a dei disciplinari per far prosperare le “nicchie”.

«L’ascolto dei produttori – ha detto sempre Vitaliano Papillo nel corso di questi incontri- mira a fare espandere la notorietà e il commercio di vere e proprie eccellenze. Con il parere degli esperti e il supporto, ovviamente, del Gal».

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