Comune, la Cisal boccia le scelte della dirigente sullo “straordinario elettorale”

Dura nota di Antonello Nusdeo in cui, tra le altre cose, si evidenziano le “incongruenze della determina a firma di Adriana Teti che impegna somme sproporzionate per la consultazione referendaria, premiando a suo dire i soliti “servizievoli”.

Dura nota di Antonello Nusdeo in cui, tra le altre cose, si evidenziano le “incongruenze della determina a firma di Adriana Teti che impegna somme sproporzionate per la consultazione referendaria, premiando a suo dire i soliti “servizievoli”.

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«Innumerevoli e di svariata natura». Lo sono secondo, la Rsu Cisal del Comune di Vibo Valentia «i problemi che incidono negativamente in un Ente costretto a destreggiarsi tra la grave crisi determinata dal dissesto economico-finanziario e l’illegittimo utilizzo di fondi vincolati».

A riferirlo, a nome delle rappresentanza sindacale della Cisal a Palazzo Luigi Razza, è Antonello Nusdeo il quale, in una lunga nota, pone l’accento soprattutto sulle condizioni d’incertezza economica alle quali i dipendenti comunali sono sempre più soggetti.

«Se tra la cittadinanza è sempre più diffuso un senso di panico poiché a fronte di tasse al limite della sopportazione non corrispondono adeguate qualità dei servizi – dichiara infatti -, a seminare un senso fondato di preoccupazione tra il personale dell’Ente è l’incertezza del giorno dopo, la possibilità di potersela cavare nell’affrontare le spese correnti, e pertanto, non ultimo, il regolare pagamento degli stipendi che dal prossimo mese – in assenza del necessario parere positivo al piano di rientro da parte della Corte dei Conti – potrebbe aggravare la già precaria situazione».

Per Nusdeo «dopo le cocenti delusioni subite durante le amministrazioni guidate da Franco Sammarco e Nicola D’Agostino, con il sindaco Elio Costa i dipendenti avrebbero auspicato in un’inversione di tendenza. E invece, perdurano e oggi addirittura si incancreniscono le difficoltà per le quali sono i primi loro a pagarne le conseguenze».

Tra le criticità messe in evidenza: i contratti decentrati dal 2012 al 2015 che «nonostante siano stati approvati, vedono il rispettivo iter procedurale per la loro definizione praticamente arenato. Così come – aggiunge Nusdeo – si è incagliata la tanto decantata questione della riorganizzazione burocratica, problematica per la quale l’amministrazione comunale dopo aver presentato un proprio “progetto” con tanto di “dipartimenti” ed “uffici” in quantità persino superiore ai dipendenti in forza all’ente, ha evidentemente “rinunciato” ad una proficua concertazione con le forze sindacali e le Rsu se non addirittura ha “disatteso”, sinora, competenze e aspettative formalmente segnalate».

Ancora, vi è la questione dell’impossibilità di «usufruire dei buoni pasto: non vengono più distribuiti da ben quattro mesi. E il motivo non è certo da imputare alla necessità di impegnare poche migliaia di euro piuttosto all’approssimazione ed alla incompetenza di chi gestisce il servizio».

A «generare ulteriore sconforto» sono le scelte che vengono effettuate con evidente superficialità, specie quando «l’occhio vigile del primo cittadino non ha modo di verificare che gli “indirizzi politici” da lui impartiti abbiano un razionale seguito invece che soltanto apparente disponibilità».

Per tali motivi, Nusdeo informa di un incontro avuto tra l’assessore al personale Loredana De Marco e una delegazione delle Rsu di Cisl, Cgil e Cisal, nel quale i rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto all’assessore alle Risorse umane di «intervenire per “rettificare” la determinazione n° 305 del 21.03.2016 a firma Adriana Teti relativa all’autorizzazione di lavoro straordinario per il referendum previsto per il 17 aprile 2016. L’atto, che prevede un impegno spesa di 120mila euro, è viziato, se non inficiato, da una serie di “incongruenze” che potrebbero far sorgere dubbi di legittimità: è stato redatto tardivamente; vengono indicati 77 nominativi di dipendenti ad alcuni dei quali viene assegnato un monte ore che supera di gran lunga l’effettiva possibilità di poterlo effettuare nei tempi previsti; alcuni degli stessi dipendenti inseriti sono già impegnati ad effettuare straordinario in altri servizi; sarebbe stato effettuato un sorteggio (per come espressamente richiesto dal sindaco Costa) ma, stranamente, a risultare “estratti” sarebbero stati quegli stessi dipendenti che hanno “goduto” dello stesso “privilegio” di garantire il servizio ed arrotondare lo stipendio anche nelle passate competizioni elettorali; alcuni dipendenti sono già impegnati ad effettuare lavoro straordinario anche nell’attività della commissione elettorale con un ulteriore impegno spesa di circa 30mila euro».

Alla base della richiesta rettifica vi sarebbero inoltre «anche ragioni di opportunità. Quella – argomenta Nusdeo -, per esempio, che non giustifica lo stesso impegno di risorse umane e finanziarie di questa portata. Proprio perché per questo referendum del 17 aprile non è necessario dispiegare gli stessi “mezzi” di una competizione per le amministrative o le politiche. Ragioni di opportunità, rispetto alle “aspettative” del sindaco Costa, che, alla stregua dei risultati, ha indubbiamente creato malumori e malcontenti perché ha dato l’impressione ancora una volta di protendere a premiare alcuni a discapito di altri. E’ come aver confermato una divisione tra “buoni e cattivi”, dove i “buoni” sono i “servizievoli” e i “cattivi” sono quelli che contestano le sue scelte, spesso superficiali… tanto la sua lauta indennità come responsabile del servizio nessuno potrà comunque metterla in discussione».