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Sistema bibliotecario vibonese: «Resistiamo per evitare che chiuda» – Video

A mandare avanti la più grande biblioteca pubblica calabrese sono le volontarie e una dipendente che non percepisce lo stipendio da due anni

Sistema bibliotecario vibonese: «Resistiamo per evitare che chiuda» – Video
L'unica dipendente in servizio al sistema bibliotecario insieme a una volontaria

«Se il Sbv dovesse chiudere – teme Floriani – anche il Festival leggere&scrivere rischia di scomparire… Perdi questo… Perdi quello… E alla fine che rimane a Vibo?». Se il sistema bibliotecario vibonese dovesse chiudere, per la città di Vibo Valentia sarà l’ennesima sconfitta. Il timore dell’ex direttore Gilberto Floriani, è più che fondato. La più grande biblioteca pubblica calabrese è infatti sull’orlo del baratro. [Continua in basso]

Gilberto Floriani ex direttore del Sbv

Oltre alle criticità relative alla condizione contabile dell’istituto culturale che ha debiti per oltre 600mila euro, c’è anche il problema del personale. L’unica dipendente rimasta non viene retribuita da quasi 2 anni ma si presenta lo stesso al lavoro. Per lei è diventata una missione: «In attesa di tempi migliori», dice speranzosa Maria Luisa Mazzitelli. A mandare avanti l’attività in questi mesi sono pure tre volontarie che si alternano all’interno dello storico Palazzo Santa Chiara, nel cuore del nucleo urbano dell’antica Monteleone, aperto solo in determinate fasce orarie come riporta il cartello affisso davanti al cancello.

Palazzo Santa Chiara
Palazzo Santa Chiara a Vibo Valentia

E in attesa che la politica decida se e come salvare il sistema bibliotecario vibonese, l’attività all’interno dello storico palazzo va avanti. Katia Rosi è una delle tre volontarie del Sbv. Non vuole accettare l’idea che questa realtà possa chiudere. Sebbene il rischio sia davvero molto alto: «Per otto anni ho vissuto a Roma per motivi di studio – racconta – e quando ho deciso di ritornare a Vibo ho trovato nel Sbv l’unico punto di riferimento culturale nella mia città, un luogo di incontro e confronto tra ragazzi. L’ho frequentato da utente per poi decidere di diventare volontaria. Mi chiederete: «Ma chi te l’ha fatta fare? Semplice, l’amore per Vibo, anche perché se questa realtà dovesse chiudere non resterà più niente in questa città dove ho deciso di vivere».

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