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In viaggio alla scoperta della terra d’origine, anche Spilinga punta sul turismo delle radici

Il Comune ha aderito al gruppo “Radici calabresi” che mira ai fondi del Pnrr per incentivare il ritorno degli emigrati e dei loro discendenti. Una grande opportunità per le aree interne colpite in passato dallo spopolamento

In viaggio alla scoperta della terra d’origine, anche Spilinga punta sul turismo delle radici
L'antico acquedotto all'ingresso di Spilinga

Anche il Comune di Spilinga punta sul turismo delle radici. Promuovere il ritorno degli emigrati e dei loro discendenti nei luoghi di origine: un tema su cui attualmente vi è grande attenzione, al punto che il Ministero degli Esteri ha deciso che il 2024 sarà l’“Anno delle radici italiane”. Inoltre, il Pnrr prevede un investimento complessivo di quattro milioni di euro proprio per incentivare questa tipologia di offerta turistica. Il relativo bando stabilisce che saranno finanziati 20 progetti, ciascuno presentato da un gruppo che potrà coinvolgere nelle attività partner pubblici e privati. Proprio nei giorni scorsi la giunta comunale di Spilinga ha deliberato di accettare la proposta di partenariato offerta dal gruppo “Radici calabresi”, che raccoglie Comuni, imprese e associazioni di tutta la regione con lo scopo di partecipare al bando e intercettare così i fondi del Pnrr. A capo del gruppo, la ricercatrice dell’Unical Tiziana Nicotera, che è anche co-autrice del primo rapporto sul turismo delle radici in Italia. [Continua in basso]

Le opportunità del turismo delle radici

Per il Comune di Spilinga quello relativo al turismo delle radici non è un tema nuovo: a novembre infatti c’era stata l’adesione al Comitato nazionale promotore dell’iniziativa “2023 Anno del turismo di ritorno – Alla scoperta delle origini”. Un progetto anche questo volto ad incoraggiare i viaggi degli italiani sparsi nel mondo alla riscoperta delle proprie origini, dei luoghi abitati dai propri nonni, dei sapori e delle tradizioni. Un’occasione di rilancio per i territori che in passato sono stati colpiti da progressivo spopolamento; uno strumento di crescita culturale ma che economica, poiché creerebbe un significativo indotto per le economie locali e nuove opportunità di lavoro per la gente del posto.

Il legame con gli spilingesi all’estero

E Spilinga, di figli sparsi nel mondo ne ha parecchi. In Europa, ma soprattutto in America, dagli Usa all’Argentina e all’Uruguay. Ogni famiglia ha uno zio o un cugino all’estero. Emigrati di prima, di seconda e in alcuni casi di terza generazione che mantengono stretto il legame con la propria terra d’origine. Prova ne è lo storico gemellaggio siglato nel luglio scorso con la città di Newark, oltre 300mila abitanti nel New Jersey. Lì fin dall’inizio dello scorso secolo emigrarono tantissimi spilingesi, che in quella terra così lontana da casa hanno persino ricreato una “copia” del santuario della Madonna della Fontana. Le due città in estate hanno firmato un patto che avrà l’obiettivo di favorire il commercio, la cultura ed anche il turismo. [Continua in basso]

Anche le Serre interessate al turismo delle radici

Nel Vibonese, pure in altri paesi si sta guardando con interesse alle opportunità offerte dal turismo delle radici. È il caso di nove Comuni dell’area delle Serre vibonesi che hanno firmato un protocollo d’intesa con lo scopo di mettere in campo azioni finalizzate ad attrarre di nuovo a sé coloro i quali in passato sono andati via stabilendosi altrove e i loro discendenti. Si tratta di Brognaturo, Fabrizia, Mongiana, Nardodipace, San Nicola da Crissa, Serra San Bruno, Simbario, Spadola e Vallelonga. Tra gli obiettivi dichiarati, la realizzazione di un museo e di un festival dedicati alle radici.

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