Rifiuti, a Vibo Valentia la tassa meno cara in Italia

Secondo i dati elaborati da Federconsumatori, la città si colloca tra i 10 capoluoghi di provincia dove si spende di meno per la Tari. 164 euro la spesa a famiglia contro i 338 euro di media in Calabria

Secondo i dati elaborati da Federconsumatori, la città si colloca tra i 10 capoluoghi di provincia dove si spende di meno per la Tari. 164 euro la spesa a famiglia contro i 338 euro di media in Calabria

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L’emergenza rifiuti in Calabria è ormai quotidianità, ma ciò nonostante la punta dello Stivale è riuscita ad accaparrarsi il paradossale primato di entrare nei 10 capoluoghi di provincia con il tetto più alto di Tari per il 2016. Si tratta di Reggio Calabria, dove ogni famiglia spende in media 481 euro.

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A darne la notizia è il decimo report nazionale su “Servizi e Tariffe dei Rifiuti” elaborato da Federconsumatori. La tassa sui rifiuti, che ha sostituito la Tarsu, è stata approvata entro lo scorso 30 maggio, con l’obbligo per i comuni che non fossero riusciti a deliberare in tempo di adottare quella dell’anno precedente.

La spesa media calabrese è di 338 euro circa a famiglia. Più del doppio rispetto a quanto pagato da un nucleo di Bolzano e di Trento, piuttosto che della Lombardia. Ma tra le 10 città meno care tra i capoluoghi c’è Vibo Valentia, con 164 euro di spesa che la collocano nella top ten italiana delle città che sborsano meno.

Le tariffe del 2016 rispetto a quelle del 2010 sono triplicate rispetto all’inflazione nel medesimo periodo. “Sono in buona parte questi gli effetti della riduzione di risorse trasferite ai Comuni nelle diverse leggi finanziarie o di stabilità in questa fase lunga di recessione, che ha determinato un calo di trasferimenti dal centro alla periferia in particolare sugli investimenti nel settore scaricandone – spiega Federconsumatori – i costi sui bilanci delle famiglie e delle imprese”.

E ancora, “a livello nazionale la discarica rappresenta il 34 per cento dei rifiuti in un contesto nel quale la dotazione impiantistica è ancora oggi inadeguata, mal distribuita e insufficiente, in alcune aree obsoleta – denuncia ancora la sigla – in alcune zone del Paese, a volte, le suddette dotazioni sono sovradimensionate e non raggiungono l’obbiettivo della “discarica zero” già raggiunto invece da sei paesi dell’unione, fra i quali la Germania. Anzi quest’ultima ha trasformato il settore dei rifiuti in una proficua attività commerciale, un vero e proprio business”.