Vibo, lavoratori dell’Agenzia delle entrate in stato di agitazione

Carenze di personale, disorganizzazione degli uffici e spettanze accessorie arretrate alla base della protesta. Chiesto un incontro con i vertici
Carenze di personale, disorganizzazione degli uffici e spettanze accessorie arretrate alla base della protesta. Chiesto un incontro con i vertici
Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria

I lavoratori della direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate di Vibo Valentia sono in stato di agitazione. La decisione è stata assunta dall’assemblea insieme ai sindacati Cgil (con Contartese), Cisl (D’Aloi), Uil (Pupa) e Confsal (Russo). I lavoratori denunciano «lo sconcertante disinteresse e disattenzione della politica e la assenza di una visione strategica della dirigenza dell’Agenzia delle entrate per l’attuale situazione in cui versano gli uffici». Sono diverse le criticità riscontrate: dall’assenza del direttore e del comitato di gestione «che si traducono in una profonda incertezza operativa che non consente agli uffici e al personale di agire in modo efficiente», fino alla «macchina fiscale che appare sempre più come una macchina con le ruote sgonfie»: «La carenza di personale dell’Agenzia nel suo complesso è pari a circa 4500 unità nell’ultimo biennio, dato ancora più marcato in Calabria», mancano le figure intermedie, le posizioni organizzative. «Di fatto la direzione dell’Agenzia chiede responsabilità agli ex capo team e a tutti i funzionari e al contempo fugge dalle proprie».

Ed ecco in cosa si traducono tutte queste carenze: «In profondi limiti e difficoltà nel dare risposte puntuali alle richieste dei contribuenti, che giustamente si rivolgono agli uffici per avere indicazioni su norme e procedure di competenza dell’Agenzia; nella sempre più concreta possibilità di chiusura di uffici, non per risparmiare costi ma per la impossibilità di garantirne la funzionalità per mancanza di personale; in carichi di lavoro esorbitanti e insostenibili, a meno che si voglia far perdere qualità al servizio; nella concreta impossibilità di realizzare una seria lotta all’evasione fiscale, indispensabile per avere le risorse necessarie per garantire i servizi indispensabili a tutti i cittadini quali sanità, formazione, sicurezza, ricerca».

Le lavoratrici e i lavoratori della direzione provinciale chiedono alle organizzazioni sindacali di «aprire un’interlocuzione con le istituzioni, i cittadini, il mondo delle imprese per manifestare le ragioni delle iniziative assunte con la dichiarazione dello stato di agitazione e allo stesso tempo di proseguire con forza nella vertenza aperta con l’Agenzia e il Governo al fine di ottenere risorse certe per il salario accessorio, a partire da quello del 2018 e 2019, recuperando il taglio annuale di 50/60 milioni; avviare un processo significativo di assunzione di personale; stabilire percorsi certi e costanti per lo sviluppo di carriera e professionale del personale, accompagnati da un costante e deciso impegno per la formazione; ridefinire gli attuali budget costruiti senza considerare la progressiva diminuzione del personale per continuare a garantire la qualità del servizio; interventi sia sulle leggi che sulle procedure per avere una reale semplificazione della normativa fiscale, che consentano anche una efficace e trasparente lotta all’evasione per ottenere significativi progressi nella riduzione del carico fiscale con una maggiore equità».

Informazione pubblicitaria