Parrucchieri ed estetisti vibonesi: «In crisi pure a causa degli abusivi»

Dumas e D’Angelo, della Cna Benessere e Sanità: «Il sostegno di 600 euro è solo un palliativo, servono fondi per finanziare la spesa corrente delle imprese»
Dumas e D’Angelo, della Cna Benessere e Sanità: «Il sostegno di 600 euro è solo un palliativo, servono fondi per finanziare la spesa corrente delle imprese»
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Rosa Dumas

Tra le categorie che più soffrono le («necessarie») restrizioni del Dpcm “Io resto a casa” vi sono quelle dei servizi alla persona, fra cui parrucchieri, barbieri ed estetisti. Un settore sul quale accende i riflettori la Cna Benessere e Sanità di Vibo Valentia: «Pur ritenendo necessari ed assolutamente inderogabili i suddetti provvedimenti – scrivono in una nota il presidente Rosa Dumas e il vice Michele D’Angelo – non possiamo rimanere indifferenti rispetto alla situazione di emergenza che le imprese dell’acconciatura e dell’estetica sono chiamate a fronteggiare in questi giorni».

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Michele D’Angelo

«Il settore benessere e salute rischia di essere messo ulteriormente in crisi dall’ondata di parrucchieri, estetiste e barbieri abusivi che, approfittando della chiusura dei negozi, si recano a domicilio dai clienti. Si tratta di operatori irregolari che sfuggono al controllo e alla vigilanza mettendo a rischio la salute delle persone che usufruiscono del “servizio” e delle persone attorno a loro. È necessario, ora più che mai, tutelare chi resta a casa, non incentivare l’abusivismo, non accogliere chi lavora in nero a domicilio per effettuare un servizio non a norma e senza alcuna tutela per la salute. Inoltre Cna Benessere e Sanità ritiene quanto mai necessarie misure di sostegno, per far fronte al forte rallentamento dell’attività e al conseguente crollo del fatturato. I 600 euro previsti come bonus dal decreto Cura Italia – rimarcano la Dumas e D’Angelo – sono solo un palliativo, risorse insufficienti a proteggere il lavoro autonomo e le piccole e medie imprese particolarmente esposte alla gravità della situazione e agli inevitabili danni. Cna Benessere e Sanità auspica che venga finanziata la spesa corrente delle imprese oltre che una maggiore incisività delle misure a sostegno del lavoro autonomo».