Cassa integrazione, sindacati ancora all’attacco del Consorzio di bonifica

Per Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil il «presidente Piccione procede in direzione ostinata e contraria, anche al buon senso, scegliendo la modalità diretta del pagamento da parte dell’Inps»
Per Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil il «presidente Piccione procede in direzione ostinata e contraria, anche al buon senso, scegliendo la modalità diretta del pagamento da parte dell’Inps»
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«Con un maldestro tentativo di sfuggire alle proprie responsabilità, il presidente del Consorzio di bonifica tirreno vibonese, Domenico Piccione, si affanna ad accusare senza alcun motivo le organizzazioni sindacali di diffondere “fake news” e non spiega le vere ragioni che lo hanno determinato a non rispettare l’accordo regionale per l’anticipo della cassa integrazione agli operai forestali calabresi (Cisoa), così come hanno fatto gli enti consortili delle altre province, il Parco delle Serre e l’azienda Calabria Verde». [Continua]

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A riferirlo sono le organizzazioni sindacali di categoria regionali e territoriali (Michele Sapia e Daniele Gualtieri per la Fai Cisl, Bruno Costa e Battista Platì per la Flai Cgil, Nino Merlino e Pasquale Barbalaco per la Uila Uil). Per i sindacati, in un «periodo di crisi senza precedenti a causa dell’attuale emergenza causata dal coronavirus, si è assunta una decisione improntata al valore della solidarietà e della responsabilità. Evidentemente la sensibilità verso le sofferenze e i disagi dei più deboli, la disponibilità a tendere la mano verso chi è in difficoltà, è una qualità di pochi. È veramente mortificante – aggiungono – constatare che chi ha la responsabilità di guidare un ente consortile, il cui patrimonio più importante è rappresentato dal capitale umano, non ponga al centro il valore della persona. Non si comprende, né viene chiaramente spiegato, quale sia il reale motivo che abbia spinto il presidente Piccione a procedere in direzione ostinata e contraria, anche al buon senso, scegliendo la modalità diretta del pagamento della Cisoa da parte dell’Inps».

I sindacati di categoria aggiungono: «quanto a comportamenti inspiegabili, il presidente Piccione si spinge oltre, invitando a valutare, per gli operai forestali, l’idea dei prestiti bancari a condizioni più favorevoli per poter loro ottenere quanto gli spetta in tempi più rapidi ed a costi più vantaggiosi. Il sindacato unitario ad esclusiva tutela dei lavoratori interessati – che  ricordiamo, non appartengono alla gestione esclusiva di alcuno – chiede al Dipartimento regionale interessato e all’associazione Urbi Calabria di avviare una immediata riflessione su questo singolare caso, valutando e pronunciandosi in merito. Le sigle sindacali ribadiscono con rammarico che il presidente del Consorzio tirreno vibonese ha dimostrato, per l’ennesima volta, assoluta chiusura non solo al dialogo, in un settore che dovrebbe fare del confronto  lo strumento fondamentale per governare le difficoltà e assicurare la dignità dei lavoratori, ma soprattutto ignorato, in un contesto assolutamente complesso, quanto concordato a livello regionale a favore di migliaia di lavoratori del settore forestale».