“Caro acqua” nei campi di cipolla, Coldiretti e Cia dalla parte degli agricoltori

Un nutrito numero di agricoltori del Vibonese, produttori prevalentemente della Cipolla rossa di Tropea Igp particolarmente interessati all’irrigazione, ha rivolto una istanza alla Coldiretti interprovinciale e alla Confederazione italiana agricoltori di Vibo Valentia, promotrici della lista “Agricoltura, ambiente e territorio”. Gli agricoltori segnalano che «seppur in piena emergenza Covid-19, con la delibera presidenziale n. 6/B del 06.04.2020 del Consorzio di bonifica Tirreno Vibonese, peraltro in modo alquanto anomalo ravvisando addirittura il carattere d’urgenza, ha deliberato l’aumento delle tariffe per l’acqua di irrigazione».

Il Consorzio guidato dal Presidente Piccione – evidenziano i produttori – «ha preso questa decisione pure in presenza di una gravissima crisi di liquidità delle aziende agricole, che ha sconvolto i mercati con difficoltà per le esportazioni, con lo stop forzato del canale ristorazione e la chiusura di molte attività. In un momento particolarmente drammatico per il tessuto produttivo del territorio vibonese, che vanta produzioni di grande eccellenza come la Cipolla rossa di Tropea Calabria Igp, l’ente consortile – affermano – ha deciso di aumentare in modo del tutto ingiustificato le tariffe, rendendo di fatto impossibile la prosecuzione di molte attività agricole. Da parte del Consorzio, quale ente di tutela del patrimonio agricolo e ambientale, le aziende agricole si aspettavano ben altro trattamento, rispetto agli aumenti del tutto immotivati, che – rimarcano i firmatari – giungono per di più a stagione iniziata. Oltre alla mancanza di programmazione dimostrata dell’Ente consortile vibonese – aggiungono – sono gravissime le ricadute occupazionali, che destano preoccupazione per tutto il territorio, che vede impegnati, anche nell’indotto migliaia di addetti. È una situazione insostenibile – precisano – anche a fronte della minaccia del Consorzio di interrompere la fornitura di acqua, se entro e non oltre il 30 giugno, gli agricoltori non provvederanno a versare la differenza, adeguandosi quindi al tributo maggiorato deliberato ad aprile scorso». [Continua]

Gli agricoltori stanno procedendo ad una raccolta firme, per chiedere al Consorzio di ritornare sui suoi passi, annullando l’aumento tariffario per l’acqua di irrigazione, e chiedono l’intervento del prefetto di Vibo Valentia e dell’assessore regionale all’Agricoltura. «È evidente – concludono – che se l’aumento tariffario non sarà annullato dal Consorzio, gli agricoltori sono pronti a proteste eclatanti, a salvaguardia del loro lavoro e di quello dei loro dipendenti».