Capo Vaticano e il paradosso del trenino turistico “abolito” dal Comune

Stop al mezzo che trasportava i turisti sulla splendida spiaggia ricadese: «Crea ingorgo». Operatori sul piede di guerra: «Assurdo, l’alternativa è molto peggio»
Stop al mezzo che trasportava i turisti sulla splendida spiaggia ricadese: «Crea ingorgo». Operatori sul piede di guerra: «Assurdo, l’alternativa è molto peggio»
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Il trenino utilizzato dalle dieci strutture della zona di Grotticelle
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Ha tutti i contorni di un classico pastrocchio all’italiana, la vicenda del trenino turistico di Capo Vaticano. Almeno a sentire i diretti interessati, ovvero gli operatori che quel trenino lo pagano ed in quel trenino hanno trovato l’unico modo per portare in sicurezza i loro ospiti sulla splendida spiaggia di Grotticelle.

La situazione è la seguente. Il Consorzio turistico Grotticelle, guidato da Domenico Scordamaglia e che rappresenta dieci strutture ricettive, con la riapertura post-lockdown aveva deciso di servirsi di un unico mezzo di locomozione che conducesse i clienti dalle loro residenze fino alla spiaggia di Grotticelle, tra le più belle di tutta la Calabria. Una soluzione unica, quindi, in sostituzione delle classiche “navette”, ovvero di un furgone (per ogni struttura) che avrebbe dovuto fare su e giù almeno quattro volte (per ogni struttura) per poter garantire le condizioni minime di sicurezza imposte dalle misure anti-Covid.

Ma succede che il commissario straordinario che guida il Comune di Ricadi firma una delibera (con i poteri della giunta) per vietare il transito di veicoli trainati a rimorchio. Del trenino appunto. Il tutto sul presupposto di asseriti motivi di sicurezza, in quanto il trenino in questione produrrebbe ingorghi e dunque potenziali problemi di circolazione in caso di emergenza. Concedendo che il treno gommato in questione non ha l’agilità di un Vespino 50 Special, non si comprende come questo – che ospita fino a 70 passeggeri, riuscendo a garantire l’accompagnamento in una sola tratta – possa essere più “invasivo” di dieci furgoni che fanno avanti e indietro in continuazione. Chi conosce la zona sa bene che risalire dietro un mezzo pesante la ripida strada di Grotticelle non è cosa particolarmente gradevole, ma in ballo – sostengono gli operatori turistici – c’è oggi più che mai la sicurezza delle persone unita al diritto degli stessi imprenditori di poter garantire i servizi pagati dai loro clienti. E la navetta rientra perfettamente tra questi. Senza contare che i veri ingorghi molto spesso sono causati da parcheggi selvaggi su strisce sempre più blu.

A nulla, fino ad oggi, sono valse le richieste di confronto avanzate dal Consorzio. Lo stesso Scordamaglia aveva inviato una prima istanza al commissario prefettizio Manuela Romanò il primo giugno, quando già si subodorava una soluzione simile, ed un sollecito ancora il 13 luglio. Il giorno seguente, ovvero lo scorso 14 luglio, analoga istanza era stata avanzata al prefetto Francesco Zito, al quale il presidente del Consorzio illustrava la situazione e manifestava la assoluta necessità di un ripensamento. Ma alla fine gli operatori sono stati ricevuti dal commissario del Comune di Ricadi soltanto stamattina, a delibera già firmata.

Le dieci strutture – Hotel e Residence Santa Chiara, Calabrisella, Il gattopardo, Costa azzurra, La taverna, Marinella, Costa real, Stella marina, Residenza Luzia – sono sul piede di guerra. Ed annunciano battaglia, perché reputano ingiustificabile un provvedimento di questo tipo. Domani mattina potrebbero dare un saggio di ciò che accadrà sulla trafficatissima strada di Grotticelle se si dovesse tornare alle “vecchie” navette. Con buona pace della viabilità, della sicurezza e dell’appeal turistico di un territorio come la Costa degli dei che – sommerso pure dalla spazzatura – stenta ancora a fare il tanto agognato salto di qualità.