Depositi costieri, Cascasi: «Verbale Ctr? Un diritto riconosciutomi dal Tar»

L’imprenditore risponde all’assessore Scalamogna e contrattacca: «Amministrazione caratterizzata dall’ignavia»
L’imprenditore risponde all’assessore Scalamogna e contrattacca: «Amministrazione caratterizzata dall’ignavia»
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Via Vespucci a Vibo Marina
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Francesco Cascasi

«Prometto anch’io di terminare questa querelle con l’assessore Scalamogna anche perché non ha risposto nel merito a nessuna delle questioni che ho posto e ancora si rifugia nella speranza del contenimento delle curve di rischio all’interno dello stabilimento della Meridionale Petroli, senza comprendere che la posta in gioco è ben altra e rappresenta il futuro di Vibo Marina, mentre l’amministrazione comunale ha inteso mantenere lo status quo, sacrificando di fatto l’interesse pubblico».

L’imprenditore Francesco Cascasi affida alle cronache quello che promette sarà il suo ultimo intervento sulla questione. Il serrato botta e risposta che lo vede impegnato con l’assessore comunale all’Urbanistica Pasquale Scalamogna si avvia dunque alle battute finali per chiarire un aspetto in particolare: quello relativo alle accuse piovutegli addosso dal componente dell’esecutivo. «Devo intervenire – spiega infatti -perché l’assessore, incautamente, ha ritenuto che la circostanza che io fossi in possesso, ben prima degli altri, del verbale del Ctr potesse essere frutto di chissà quale macchinazione se non addirittura reato. Si rassicuri: il Ctr nel rilasciare copia dei suoi verbali non ha fatto altro che eseguire una sentenza del Tar Calabria che ha riconosciuto il mio diritto di accesso». [Continua]

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Quindi aggiunge: «Se poi pensa che il mio agire sia frutto dei miei interessi economici sulla Rada anche questo è senza fondamento visto che le curve di danno non interessano la Rada ma la spiaggia di fronte lo stabilimento della Meridionale Petroli e quindi la generalità dei cittadini. Sono un imprenditore che dopo aver investito risorse personali e finanziarie per la realizzazione di occasioni di lavoro del settore dell’accoglienza turistica nel porto di Vibo Marina, dopo aver dovuto contrastare la criminalità organizzata e subire l’ostracismo dell’amministrazione comunale negli ultimi venti anni, è costretto a vedere che il luogo nel quale ha stabilito di vivere oltre che investire, è retto da un’amministrazione comunale la cui cifra identificativa è costituita dall’ignavia».

Nel finale ribadisce la promessa: «caro assessore le prometto che non la disturberò più ma le consiglio di guardarsi intorno, alla solitudine nella quale è costretto a giustificarsi. La politica è soprattutto solidarietà e condivisione, nel bene e nel male. Io non ho visto alcuna voce, neppure la più autorevole, levarsi a sostenere le sue ragioni. Credo proprio – la conclusione – che alla fine resterà solo a dover sostenere la paternità dello scempio compiuto con l’approvazione del Piano strutturale».