Un sogno che Tropea ha a lungo accarezzato, e che risale agli anni ’50 del secolo scorso. Fu la sindaca Lidya Toraldo Serra, tra le prime donne ad indossare una fascia tricolore in Italia, ad immaginare un collegamento verticale tra il lungomare e la parte alta dell’abitato. L’idea tornò in auge circa vent’anni fa ma nemmeno quel finanziamento regionale da un milione e mezzo di euro, vide mai i suoi frutti.

Questa potrebbe essere la volta buona: un emendamento al Decreto infrastrutture stanzia infatti 2 milioni e mezzo di euro per l’opera destinata ad arricchire l’offerta turistica della Perla del Tirreno. Collegherà Piazza Cannone con il piazzale della Madonna dell’Isola, favorendo l’accessibilità delle persone con disabilità e contribuendo a disincentivare l’utilizzo delle automobili.

«L’ascensore collegherà due dei luoghi più suggestivi della nostra città: Piazza Cannone, da dove si ammira il tramonto sulle Isole Eolie, unico al mondo, e il santuario di Santa Maria dell'Isola, un'icona nel panorama calabrese: luoghi quindi molto suggestivi che danno all’opera un senso anche dal punto di vista mediatico, di comunicazione e marketing», ha spiegato il sindaco Giovanni Macrì nel corso della conferenza stampa convocata stamattina a Tropea per illustrare i dettagli.
Un'opera, come detto, attesa da più di mezzo secolo: «Era uno degli obiettivi, dei sogni, della sindachessa, che già aveva una visione turistica della città» ma, ha rimarcato Macrì, «è anche un'opera che consente, oltre all'abbattimento delle barriere architettoniche, alle persone che non sono in tenera età di arrivare a mare con grande comodità e facilità, per non parlare anche dell'incidenza in positivo sul traffico veicolare. Ci sono, quindi, una serie di fattori molto importanti che renderanno questo servizio strategico in una città che vuole essere un modello, che vuole puntare ad un'utenza molto esigente. E il viaggiatore esigente richiede servizi».

Dal punto di vista della progettazione rimarcata la necessità di mettere preventivamente in sicurezza la rupe interessata dall’intervento, anche sulla base di una specifica disposizione dell’Autorità di bacino: «C'è il nulla osta della sovrintendenza – ha segnalato Macrì -. Ora dobbiamo solo risolvere con l'Autorità di bacino. I progetti importanti richiedono degli sforzi importanti, ma la tecnica ci consente di mettere in campo quegli interventi strategici, non solo per rendere possibile l'opera, ma anche per consolidare la rupe che è precaria».

L’intervento dovrà concludersi entro il 31 dicembre del 2028, pena la perdita del finanziamento. Il cantiere dovrebbe aprire a gennaio 2027.
Il geologo e progettista dell’opera, Aldo Battaglia, ha spiegato che «si lavorerà su un dislivello di 40 metri, con una cabina in cristallo - che ha ottenuto il via libera della Sovrintendenza proprio per il basso impatto dal punto di vista visivo - e un binario che correrà in diagonale, in aderenza alla rupe stessa, e non in verticale proprio per mitigare l’impatto visivo. Inoltre sarà recuperata e riqualificata, con una serie di servizi, la galleria del precedente progetto. Prima di avviare l’opera, è necessario - come detto - innanzitutto consolidare la rupe sottostante Piazza Cannone al fine di metterla in sicurezza per questo progetto importante».

A lavorare per il raggiungimento dell’obiettivo il deputato e presidente della commissione bilancio della Camera, Giuseppe Mangialavori. «Si tratta di un finanziamento per un'opera storica che la città aspetta da decenni - ha detto -, e che ho voluto con tutte le mie forze, che il sindaco mi ha richiesto con tutte le sue forze. Quindi siamo felicissimi di dare un'altra opportunità a questa città che non è un punto d’orgoglio solo per la nostra provincia, per l'intera Calabria».

Dei 2,5 milioni di euro stanziati, ha chiarito ancora Mangialavori, «la prima tranche di un milione e 800mila euro arriverà nel 2027, la restante parte nel 2028. Quindi già da gennaio saranno disponibili le somme che serviranno inizialmente a mettere in sicurezza la rupe e, una volta fatto quello, realizzare finalmente quest'opera».