Oltre 27 milioni di euro per 23 Comuni vibonesi e un totale di 33 interventi. È questa la quota destinata alla provincia di Vibo Valentia dal recente decreto del ministero dell’Interno, di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze, per opere di messa in sicurezza degli edifici e del territorio.
Si tratta dei fondi stanziati con la legge di bilancio del 2018 (n.145), che al comma 139 dell’articolo 1 prevede erogazioni progressive a favore dei Comuni italiani nell’arco di 10 anni, dal 2021-2030, per investimenti relativi a opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio. L’ultimo decreto riguarda, in particolare, la tranche relativa alle annualità 2026-2027-2028, per un plafond complessivo a livello nazionale di un miliardo e 384 milioni di euro.

Le risorse sono finalizzate alla realizzazione di interventi su territori a rischio idrogeologico e sono destinate a mettere in sicurezza strade, ponti, viadotti ed edifici pubblici, con particolare attenzione agli immobili scolastici. In particolare, si tratta di consolidamenti, regimentazione delle acque, sistemazione di versanti franosi, ammodernamento della viabilità comunale e adeguamento delle strutture pubbliche più a rischio

I Comuni con i finanziamenti più alti

Nel Vibonese la quota più consistente riguarda tre Comuni: Mileto, Nicotera e Ricadi, ciascuno beneficiario di 2,5 milioni di euro.
A Mileto sono destinati tre interventi, per un totale di 2,5 milioni, legati alla messa in sicurezza della viabilità comunale e di diverse aree del territorio. Stesso importo complessivo per Nicotera, dove i finanziamenti riguardano il centro abitato, la frazione Marina e zone interessate da criticità idrogeologiche. Due interventi, sempre per complessivi 2,5 milioni, sono stati invece ammessi per Ricadi, con opere rivolte alla mitigazione del rischio idrogeologico.

Un milione di euro per molti piccoli centri

La fascia più ampia dell’elenco è composta dai Comuni che ottengono un milione di euro. Sono Arena, Briatico, Brognaturo, Capistrano, Filandari, Francavilla Angitola, Francica, Gerocarne, Joppolo, Rombiolo, San Nicola da Crissa, Simbario, Sorianello, Soriano Calabro, Dasà e Zungri. Ci sono poi Fabrizia e Sant’Onofrio, con 950mila euro ciascuno. E ancora: a Stefanaconi vanno 870mila euro per opere di messa in sicurezza del territorio, mentre Nardodipace ottiene 770mila euro.
Nella maggior parte dei casi si tratta di centri dell’entroterra o delle Serre, dove la prevenzione del rischio idrogeologico pesa da anni sulle amministrazioni locali. Per non parlare della rete viaria, letteralmente disastrata e continuamente interrotta da frane e smottamenti.

Tra questi Comuni, alcuni hanno più opere finanziate. È il caso di Briatico, Francavilla Angitola, Gerocarne, Rombiolo e Simbario, che raggiungono il milione complessivo attraverso due interventi distinti.

La prova dei tempi

Non si tratta, comunque, di fondi “cash”, ma di stanziamenti sottoposti al rispetto delle tempistiche previste dal decreto. I Comuni beneficiari, infatti, dovranno aggiudicare i lavori rispettando termini diversi in base al valore dell’opera: nove mesi per gli interventi fino a 100mila euro, tredici mesi per quelli tra 100.001 e 750mila euro, diciotto mesi per le opere fino a 2,5 milioni e ventitré mesi per quelle fino a 5 milioni. Dopo l’aggiudicazione, i lavori dovranno essere conclusi entro ventiquattro mesi.
Monitoraggio e rendicontazione passeranno attraverso il sistema ReGiS, con l’obbligo per gli enti di alimentare la piattaforma con i dati di avanzamento fisico, procedurale e finanziario degli interventi. È qui che la partita dei 27 milioni vibonesi si sposterà dal piano delle assegnazioni a quello della realizzazione concreta.