La nuova associazione debutterà giovedì 28 maggio al liceo Capialbi con un convegno che indagherà cause e soluzioni del fenomeno. Dati, analisi e proposte per contrastare denatalità, emigrazione giovanile e declino dei piccoli comuni
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Sarà il tema dello spopolamento in Calabria il centro dell’incontro-dibattito promosso dall’Osservatorio Demografico Regionale, in programma giovedì 28 maggio alle ore 16 nell’Aula Magna del Liceo statale “V. Capialbi” di Vibo Valentia. Un appuntamento che segna la prima uscita pubblica ufficiale dell’organismo recentemente costituito con l’obiettivo di «studiare, monitorare e analizzare le profonde trasformazioni demografiche» che stanno investendo la regione, con particolare attenzione alle aree interne, ai piccoli comuni e ai centri storici.
Il titolo scelto per l’iniziativa – “Lo spopolamento in Calabria: numeri e prospettive” – restituisce immediatamente il senso di una riflessione che punta ad affrontare un fenomeno ormai considerato «una vera e propria emergenza sociale, economica e culturale».
Negli ultimi decenni, infatti, la Calabria ha registrato un progressivo calo della popolazione dovuto a più fattori: denatalità, emigrazione giovanile, invecchiamento della popolazione, riduzione dei servizi essenziali e impoverimento del tessuto produttivo e sociale. Una dinamica che, come evidenzia l’Osservatorio, «non riguarda soltanto i numeri o le statistiche», ma incide profondamente sulla qualità della vita delle comunità e sulla possibilità stessa di immaginare un futuro per molti territori destinati lentamente a svuotarsi.
«Dietro ogni dato demografico – si legge nella nota – si nascondono storie di partenze, famiglie divise, scuole che chiudono, attività economiche che scompaiono, servizi che arretrano, relazioni sociali che si indeboliscono». Un quadro che modifica «il volto delle comunità», alterando gli equilibri territoriali e impoverendo il patrimonio umano e culturale dei paesi, fino al rischio di trasformare molte realtà locali in luoghi «privi di prospettive e progressivamente esclusi dai processi di sviluppo».
L’Osservatorio nasce proprio dalla consapevolezza che il fenomeno dello spopolamento sia stato «per troppo tempo trascurato o sottovalutato» e che oggi richieda invece «uno sforzo collettivo di comprensione, analisi e proposta». Comprendere i numeri, viene sottolineato, significa comprendere anche «le dinamiche profonde che attraversano la società contemporanea: il rapporto tra giovani e lavoro, tra territori e servizi, tra istituzioni e cittadinanza, tra memoria e futuro».
Nel corso dell’incontro saranno presentati dati, analisi e riflessioni capaci di offrire «una fotografia aggiornata della situazione demografica calabrese», mettendo in evidenza non soltanto le criticità ma anche possibili prospettive di intervento. L’obiettivo dichiarato è quello di «promuovere una nuova consapevolezza pubblica» e avviare una discussione concreta sulle strategie necessarie «per contrastare il declino demografico e costruire condizioni di permanenza, ritorno e rinascita dei territori».
A intervenire saranno i componenti dell’Osservatorio: Michele Petullà, giornalista e sociologo; Giovanni Durante, demografo; Daniela Primerano, avvocato; Anna Murmura, docente. A coordinare il dibattito sarà la professoressa Marcella Mellea. Attraverso competenze differenti, i relatori offriranno «chiavi di lettura multidisciplinari» di un fenomeno che non può essere affrontato esclusivamente sul piano statistico, ma che coinvolge aspetti sociali, economici, culturali, educativi e istituzionali.
All’iniziativa sono stati invitati anche sindaci, amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni e autorità del territorio, nella convinzione che il tema dello spopolamento richieda «una forte sinergia tra enti pubblici, scuola, mondo associativo, studiosi e cittadinanza».
Particolarmente significativa la scelta di ospitare l’evento all’interno di una scuola, definita nella nota «luogo simbolico di formazione, crescita e costruzione del futuro». Parlare di spopolamento davanti alle nuove generazioni significa infatti interrogarsi «sulle possibilità concrete offerte ai giovani» e sulle ragioni che spingono molti di loro a lasciare la Calabria, ma anche sulle condizioni necessarie affinché possano «scegliere di restare, costruire, investire e immaginare il proprio futuro» nella propria terra.
L’Osservatorio Demografico Regionale intende così avviare «un percorso stabile di ricerca, approfondimento e sensibilizzazione», nella convinzione che la questione demografica debba diventare «una priorità del dibattito pubblico regionale». Non si tratta soltanto di arrestare il calo della popolazione, ma di «difendere la vitalità sociale dei territori, la memoria delle comunità, la presenza umana nei paesi, la dignità delle aree interne e il diritto delle future generazioni a vivere in una Calabria capace di offrire opportunità, servizi e prospettive».
Da qui l’invito rivolto a tutta la cittadinanza a partecipare attivamente all’incontro-dibattito, considerato «il primo passo per trasformare la consapevolezza in proposta e il dibattito in responsabilità condivisa».
«Lo spopolamento non è un destino inevitabile» conclude la nota. «Comprenderne le cause, analizzarne i numeri e discuterne pubblicamente significa iniziare a costruire risposte possibili, nuove visioni e percorsi di rilancio per i territori calabresi». In gioco, viene ribadito, «non vi è soltanto il futuro statistico della regione, ma il futuro umano, sociale e culturale delle sue comunità».




