Un apposito convegno per presentare ufficialmente "Il Patto di Rete per una Nuova Economia", iniziativa tesa a riunire cittadini, associazioni, enti e istituzioni attorno a una visione condivisa dell'economia orientata al bene comune, alla dignità del lavoro, alla solidarietà e alla responsabilità sociale. Questi i termini dell'evento in programma venerdì 22 maggio 2026 a Vibo Valentia, a partire dalle ore 15:30. L'incontro si svolgerà nella Sala Murmura, incastonata all'interno della sede della Camera di Commercio di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia. Nato sotto l'impulso di un gruppo di cittadini e di associazioni e fortemente sostenuto dal vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Attilio Nostro, il progetto si pone l'obiettivo di favorire la costruzione di una rete territoriale ampia e partecipata, capace di valorizzare le migliori energie sociali, culturali ed economiche della comunità locale. Esso si allaccia ad un movimento, quello dell'Economia civile, che in diverse aree del paese promuove percorsi comuni finalizzati allo sviluppo e alla crescita.

Tra gli illustri ospiti del convegno ci sarà anche il noto economista Leonardo Becchetti, professore ordinario di Economia politica all'Università di Roma Tor Vergata ed editorialista di Avvenire e de Il Sole 24 Ore, il quale nell'occasione terrà una Lectio magistralis sulla generatività. Per quanto riguarda il “Patto di Rete” - così come spiegato nell'occasione dall'Ufficio per le Comunicazioni sociali della stessa diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea - esso si svilupperà «attraverso diversi appuntamenti ed eventi pubblici di carattere culturale, formativo e sociale, tra cui incontri tematici, momenti di confronto con cittadini e istituzioni, laboratori partecipativi e una fiera dedicata alle aziende del territorio vibonese. Tra gli obiettivi principali figura il rafforzamento del senso di comunità e della partecipazione civica, in modo da creare occasioni concrete di collaborazione tra istituzioni, società civile e mondo produttivo. La rete territoriale coesa, nella visione del progetto - conclude l'Ufficio diocesano - rappresenta un importante presidio culturale e sociale contro ogni forma di illegalità e contro le mafie».