A 69 anni dalla Tragedia della Littorina, Vibo Marina non dimentica la sciagura

Nove le persone che persero la vita nel disastro ferroviario. L’istituto Amerigo Vespucci e le Pro loco di Vibo Marina e Pizzo promuovono una commemorazione
Nove le persone che persero la vita nel disastro ferroviario. L’istituto Amerigo Vespucci e le Pro loco di Vibo Marina e Pizzo promuovono una commemorazione
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Si terrà nell’Aula magna dell’Istituto “Amerigo Vespucci” di Vibo Marina, sabato 16 novembre alle ore 17,   in occasione del 69° anniversario, un incontro per ricordare l’incidente della Littorina accaduto nel 1951 tra Pizzo e Vibo Marina sul tratto ferroviario della Mediterranea-Fcl. «Tutti i cittadini – si legge in una nota della Pro Loco – sono invitati a partecipare a quest’evento significativo, organizzato dall’Istituto “Vespucci”, dalle Pro loco di Vibo Marina e di Pizzo da tempo gemellate e impegnate nella costruzione dell’identità di un territorio comune. La sciagura – prosegue la comunicazione – avvenne all’improvviso prima dell’alba del 17 novembre 1951 per il crollo del ponte “Ciliberto” proprio mentre transitava l’automotrice M1-36, chiamata in modo popolare anche “Emmina” o “Littorina”, che precipitò nel sottostante impervio vallone “Timpa Janca”. Tra i passeggeri, per lo più semplici pendolari, vi furono diversi feriti alcuni rimasti invadili per tutta la vita, e nove vittime che si vuol ricordare ed onorare: il carabiniere Giuseppe Carbone, le maestranze del Cementificio Francesco Mazzitelli, Michele Comito, Giuseppe Fresca e Francesco Mamone, Antonio Cicchello, gli insegnanti Bernardo Vero e Giuseppe Francolino, la signora Clementina Gradìa». [Prosegue sotto la pubblicità]

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Ricordi indelebili «in quanti hanno vissuto quel periodo, ferite ancora aperte in tante famiglie e nell’intera comunità, che si stavano appena riprendendo dal dopoguerra, da raccontare soprattutto  alle nuove generazioni; pagine importanti della nostra microstoria ancora utili per comprendere avvenimenti attuali, i danni vecchi e nuovi prodotti dall’indifferenza e dalla non curanza, nella necessità di promuovere una cittadinanza attiva che contribuisca alla  tutela e valorizzazione del bene comune e della dignità della persona». Per l’occasione verrà presentato il libro “I ponti non dovrebbero crollare mai”, ricco di foto d’epoca e documenti molto interessanti ma anche racconti sui viaggiatori che ci fanno intravedere “la tenerezza di quel pezzetto di umanità in cammino, in una notte fredda, su un piccolo treno del Sud”. Un momento anche per riflettere sui motivi del cedimento del ponte “Ciliberto”, «l’unica struttura a venir meno lungo la linea Vibo Marina-Mileto, per soffermarsi sulla necessità di infrastrutture nuove e sicure, di un continuo controllo di quelle esistenti, di una manutenzione efficiente per  ogni opera pubblica, come dovrebbe averci insegnato il recente crollo del ponte “Morandi” di Genova». Nel proporre ulteriori approfondimenti su quell’incidente «magari nell’ambito di un lavoro universitario, è anche doveroso andare avanti e guardare alla tutela e valorizzazione del vecchio tracciato Fcl, già oggetto di idee e progetti di nuovi modelli di viabilità. Un percorso di grande interesse naturalistico e paesaggistico soprattutto in alcuni tratti suggestivi tra Vibo Marina-Pizzo-Vibo Valentia che fendono il monte Castelluccio, la piccola cascata del Sambuco; da mantenere pulito e decoroso quale pista ciclo-pedonale in parte già utilizzata, inserita magari in un attraente “Parco collinare Miramare” da cui ne trarrebbe beneficio tutta la città e la storia della sua Littorina».