Nel quarantesimo anno dalla nascita di Slow Food e a un mese esatto dalla scomparsa del suo storico fondatore Carlo Petrini, il movimento sceglie la Calabria per un debutto mai tentato prima. La città di Tropea ospita infatti la prima edizione assoluta di Anteprima Terra Madre, una tre giorni interamente incentrata sulla biodiversità e sulle culture alimentari del Mediterraneo.

L'apertura degli stand e l'avvio dei tavoli di confronto sono scattati all'ora del tramonto, sfruttando la luce calante sul mar Tirreno per introdurre i dibattiti. Tra i vicoli del centro storico e le balconate a picco sull'acqua, l'evento si sviluppa come un laboratorio all'aperto che accoglie oltre centocinquanta produttori della rete. Al centro dei tavoli tecnici ci sono i temi caldi del riscatto del Sud, della tutela dei piccoli presìdi e della salvaguardia degli ecosistemi costieri.

Un appuntamento che non nasce per caso, ma che è stato fortemente voluto e costruito dall'assessorato all'Agricoltura guidato da Gianluca Gallo, d'intesa con la Regione Calabria, l'Arsac e i vertici nazionali e regionali di Slow Food. L'evento concretizza sul campo i risultati di "Presidiamo la Calabria", il progetto strategico avviato per salvare i piccoli presìdi agroalimentari della regione. A rendere possibile questa tre giorni a Tropea è stato il supporto dei fondi Pac, risorse che hanno permesso a Slow Food Calabria di gestire l'arrivo e la logistica di oltre centocinquanta produttori della rete, trasformando il centro storico in un grande mercato della biodiversità.

Sul palco allestito in Piazza del Cannone, il taglio del nastro ha ufficializzato l'apertura della tre giorni. A fare gli onori di casa è stato il sindaco di Tropea, Giovanni Macrì, che ha introdotto gli interventi istituzionali insieme all'assessore regionale all'Agricoltura, Gianluca Gallo. Accanto a loro, a sottolineare il ruolo operativo della macchina organizzativa, sono saliti sul palco la direttrice generale dell'Arsac Fulvia Caligiuri e Giampaolo Bevilacqua, in rappresentanza dell'ente strategico che ha finanziato e coordinato la logistica dell'evento.

Il quadro degli interventi è stato completato dai vertici del movimento associativo, con la presidente nazionale di Slow Food Italia, Barbara Nappini, e il presidente regionale Michelangelo D’Ambrosio. Nei loro passaggi, i relatori hanno ribadito come questa tre giorni debba fare da traino per il riscatto agroalimentare del Sud, posizionando la Calabria come vero hotspot della biodiversità mediterranea.

Ai microfoni di LaC News 24, il sindaco Giovanni Macrì ha rivendicato con forza la scelta della sede, definendo l'evento come il tassello che mancava all'interno di un percorso strategico molto più ampio. «Abbiamo costruito questo appuntamento nel tempo – ha dichiarato il primo cittadino di Tropea – e oggi raccogliamo i frutti di sei anni di duro lavoro e di intensa attività di marketing territoriale. Siamo felici che l'assessore Gallo abbia pensato proprio alla nostra città per questo debutto, una decisione arrivata anche dietro al mio personale pressing e a quello del consigliere regionale Vito Pitaro».

Un lavoro di squadra che serve a blindare un evento di rilievo nazionale, ma destinato ad avere immediate ricadute e riflessi anche a livello internazionale, inserendosi a pieno titolo nei circuiti globali di promozione turistica e agroalimentare.

Anche l'assessore regionale all'Agricoltura, Gianluca Gallo, ha sottolineato la centralità strategica dell'appuntamento. «È una manifestazione a cui teniamo tantissimo – ha spiegato l'assessore – perché ci serve per raccontare il primato assoluto della nostra regione in fatto di biodiversità. Siamo la regione che conferisce al sistema Paese, all'Italia intera, il primato mondiale per biodiversità: basti pensare che un terzo della biodiversità del nostro Paese si trova proprio in Calabria. Per cui tutto questo va raccontato e ricordato». Gallo ha poi spostato l'attenzione sul tessuto produttivo locale, sottolineando il valore e la presenza delle tantissime aziende del territorio: «Parliamo di realtà che fanno bene i compiti e che valorizzano queste produzioni agricole portandole avanti con grande passione e determinazione. La determinazione dei nostri produttori ci sta dando grandi numeri e grandi risultati».

La presidente nazionale di Slow Food Italia, Barbara Nappini, ha ricordato la figura del fondatore Carlo Petrini, legando la sua eredità ai fatti di cronaca più recenti. Davanti al pubblico, Nappini non ha nascosto la commozione citando la strage di Amendolara, dove quattro giovani braccianti pakistani sono stati uccisi e arsi vivi per aver reclamato i propri diritti. «Un cibo che ha il prezzo basso come unico metro produce orrore e schiavitù – ha rimarcato la presidente – e queste persone non sono invisibili, sono lavoratori sacrificati per il mero profitto. Difendere la terra oggi significa soprattutto lottare contro la barbarie del caporalato».

Con la seconda giornata la manifestazione entra nel vivo, distribuendo le attività nei luoghi simbolo di Tropea. In Piazza del Cannone partono gli show cooking dei cuochi dell'Alleanza Slow Food, impegnati a valorizzare le materie prime locali, mentre Piazza Vittorio Veneto accoglie i laboratori dedicati alle famiglie. Il mercato dei centocinquanta produttori continua a svilupparsi lungo le vie del centro storico, lasciando gli spazi di Largo Ruffa e dell'Auditorium Santa Chiara agli approfondimenti culturali e ai dibattiti.

Per i visitatori si apre così la possibilità di seguire l'intero circuito dell'evento, che proseguirà fino alla chiusura ufficiale della tre giorni.