“Vibo finalmente Libera”, in centinaia all’incontro con Simona dalla Chiesa – Video

L’evento promosso dal coordinamento provinciale dell’associazione antimafia per dare continuità alla grande manifestazione del 24 dicembre scorso seguita all’operazione Rinascita-Scott
L’evento promosso dal coordinamento provinciale dell’associazione antimafia per dare continuità alla grande manifestazione del 24 dicembre scorso seguita all’operazione Rinascita-Scott
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«Abbiamo sentito forte la necessità di dare continuità alla manifestazione dello scorso dicembre. C’era la necessità di confrontarci con i ragazzi sul senso dell’operazione anti-ndrangheta e soprattutto su quella reazione  spontanea della gente comune che ha voluto rendere omaggio agli uomini e alle donne delle forze dell’ordine e alle donne e agli uomini degli organi dello Stato».

Così il  referente provinciale di Libera Giuseppe Borrello ha sostanziato il senso della manifestazione promossa con gli studenti delle scuole vibonesi, tenutasi questa mattina. [Continua]

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Non si spegne, dunque, l’eco del corteo del 24 dicembre scorso quando, a Vibo Valentia, centinaia di cittadini hanno sfilato per le vie della città per dire grazie al procuratore Nicola Gratteri e ai carabinieri del Comando provinciale per avere l’operazione “RinascitaScoot”. Un maxi-blitz che ha liberato la città da quella cappa criminale che negli anni l’ha oppressa.

Vibo finalmente Libera”: lo slogan è risuonato anche oggi nell’auditorium del Liceo classico Michele Morelli che ha ospitato centinaia di studenti e i rappresentanti delle forze dell’ordine ed ha avuto una madrina d’eccezione: la figlia del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, Simona.

«È il momento di dire basta ad ogni forma di connivenza e collusione – ha aggiunto Borrello -. Basta all’indifferenza. È il momento di essere cittadini che rivendicano fino in fondo i loro diritti. Basta con i tentennamenti. Non ci sono più alibi.  Non servono né eroi né santi, ma è necessario che ognuno si senta  protagonista di questa rivoluzione  per la normalità. Per Vibo e per tutta la Calabria».

Gli ha fatto eco Simona dalla Chiesa: «Sono certa che i ragazzi che sono qui questa mattina, sono consapevoli che stanno partecipando ad un momento importante per la loro formazione. Che non è solo scolastica ma anche di cittadini. La forte reazione della gente a Vibo ha dimostrato che c’è una nuova voglia di esserci e una  nuova capacità di capire il significato della parola “cittadino”. Cittadino non è colui che abita in un luogo ma è colui che lo fa suo e lo vuole occupare con i suoi desideri, i suoi progetti, la sua voglia di lavorare e di stare insieme, di socializzare in pace e in serenità»

Un’operazione, Rinascita-Scott, che ha provocato un risveglio delle coscienze. Una ribellione contro la protervia mafiosa partita dai giovani: «Oggi la loro presenza è una bella testimonianza – ha detto il comandante provinciale dei Carabinieri Bruno Capece -. I giovani non sono il futuro ma sono già il presente. Ecco perché è importante averli accanto a noi. E’ un elemento in più per darci ancora più forza ed essere sempre più incisivi in questo territorio difficile». 

All’incontro anche i familiari delle vittime innocenti di mafia. Da Elsa Tavella, madre di Francesco Vangeli, il giovane di Filandari fatto sparire da due esponenti della ‘ndrangheta miletese, ai genitori di Stefano Piperno, il giovane insegnante di Nicotera, ucciso da due uomini considerati contigui alla ‘ndrangheta.