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ilvibonese.it ha intervistato il direttore artistico del Tropea Festival “Leggere&Scrivere” che apre i battenti lunedì a Palazzo Gagliardi. Ricca e innovativa l’offerta culturale di un evento che vuol crescere ancora.

Un primo piano di M. T. Marzano (Foto Suriano)
Interviste

Rappresenta per il Sud Italia uno dei maggiori eventi culturali, in grado di coniugare letteratura, arte, storia e tematiche di stretta attualità. Nella quarta edizione, in scena dal 12 al 17 ottobre a Palazzo Gagliardi a Vibo Valentia (con eventi anche a Pizzo, Tropea, Serra San Bruno, Soriano), ancor più prorompente è il desiderio di abbattere i confini geografici e coinvolgere un pubblico eterogeneo. A Maria Teresa Marzano, direttore artistico della kermesse insieme a Gilberto Floriani, il compito d’illustrare l’evoluzione della manifestazione.

Quali sono i piatti forti del programma 2015?
«Innanzitutto voglio sottolineare quella che è la formula, a mio parere vincente, con la quale abbiamo concepito e strutturato il Festival: far dialogare alcune tra le personalità più stimolanti del panorama culturale italiano con professionisti e intellettuali locali, per fuggire ogni residuo di provincialismo. Fare nomi è facile, data la vastità dell'offerta, citerò solo qualcuno dei protagonisti: Umberto Galimberti, Massimo Cacciari, Nicola Gratteri, Carlo Freccero, Michela Marzano, Aldo Nove, Valerio Massimo Manfredi, Antonio Manzini, Nuccio Ordine, e, tra gli artisti, Nada, Monica Demuru, Peppe Servillo, Dente. Grandi nomi ma anche tanti incontri pensati per i bambini, tra questi quello con Geronimo Stilton. Poi appuntamenti con il gusto e la ricca storia enogastronomica locale e laboratori di scrittura creativa per ragazzi».

Qual è il messaggio che si lancia al territorio?
«A noi piacerebbe che passasse l'idea che lavorare con passione e competenza intorno a un progetto è l'unico modo per far uscire la nostra terra dalle sabbie mobili dell'indifferenza. Il nostro Festival si pone l'obiettivo di avvicinare alla lettura i ragazzi e riavvicinare chi si era allontanato, per riallacciare il dialogo che si instaura ogni volta che si apre un libro; perché leggere è un dialogo, non un monologo da accettare passivamente».

Mettere in piedi una tale macchina organizzativa non è semplice. Servono sforzi economici e professionalità. Chi lo finanzia?
«Come già abbiamo avuto occasione di chiarire, il progetto del TF, presentato dal Sistema Bibliotecario Vibonese, si è reso possibile grazie ad un bando della Regione Calabria, finanziato con i fondi Ue dei cosiddetti Grandi eventi culturali storicizzati. Il contributo riconosciuto dalla Regione è stato di 100.000 euro, l’unico concesso in tutta la provincia di Vibo Valentia e già il solo fatto di averlo ottenuto dimostra la qualità della nostra proposta. Tra gli enti coinvolti nel progetto cito la Provincia e i Comuni di Vibo Valentia, Pizzo, Tropea, Soriano e Serra San Bruno, Confindustria Vibo Valentia e Pubbliemme srl, oltre ad una piccola catena di sponsor locali e nazionali».

Non mancheranno mostre, premiazioni e degustazioni. Le basi per far fruttare l’evento ci sono tutte. Quali sono le prospettive per il futuro?
«Intanto abbiamo un futuro immediato a cui pensare (il Festival comincia lunedì, anche se il nostro lavoro è iniziato in pratica l'anno scorso); poi ci piacerebbe riuscire a istituzionalizzare questo appuntamento perché siamo certi del suo valore e della sua ricaduta in termini positivi sul territorio, e perché pensiamo che sia fondamentale, per lavorare bene, avere una certa stabilità. Le prospettive sono sempre la conseguenza di una consapevolezza e se posso esprimere un desiderio mi piacerebbe contribuire a dare alla nostra manifestazione un respiro ogni anno più internazionale. L'unico modo per non aver paura degli altri, infatti, è cancellare i confini che ci separano».

Lacnews24.it
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