Dimissioni o sfiducia al sindaco: le due vie dei Progressisti per Vibo per tornare alle urne (VIDEO)

Il gruppo consiliare lancia la sfida alle altre opposizioni: «Uniamoci e mandiamo a casa Costa». Al tavolo con Lo Schiavo anche Soriano e Colelli: «Il programma del 2015 resta il nostro faro. Lo porteremo avanti con chi lo sosterrà»

Il gruppo consiliare lancia la sfida alle altre opposizioni: «Uniamoci e mandiamo a casa Costa». Al tavolo con Lo Schiavo anche Soriano e Colelli: «Il programma del 2015 resta il nostro faro. Lo porteremo avanti con chi lo sosterrà»

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La conferenza stampa di questa mattina
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Due vie per tornare presto al voto e porre fine all’esperienza amministrativa targata Elio Costa. La prima: dimissioni in blocco della metà più uno dei consiglieri comunali. La seconda: la sottoscrizione di una mozione di sfiducia nei confronti del primo cittadino che necessita del sostegno dei 2/5 dell’aula. Strade entrambe già tracciate dai quattro consiglieri che hanno annunciato la presentazione di una mozione di sfiducia e già sottoscritto e sigillato in busta chiusa la propria rinuncia all’incarico, da rendere effettiva quando si aggiungerà dei componenti di altri gruppi d’opposizione, raggiungendo il numero necessario a far decadere l’Amministrazione in carica e tornare al voto. 

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Un sasso gettato nello stagno dall’ex candidato a sindaco del centrosinistra Antonio Lo Schiavo, dal capogruppo Loredana Pilegi, da Rosario Tomaino (Progressisti per Vibo) e da Maria Fiorillo (Misto), per smuovere l’impasse che da circa tre mesi paralizza l’attività amministrativa a Vibo Valentia, ancora alla ricerca di un equilibrio politico dopo le dimissioni degli assessori Giuseppe Russo e Lorenza Scrugli e del presidente del consiglio comunale Stefano Luciano, cui nel frattempo si è aggiunto l’addio dell’assessore Laura Pugliese che ha ulteriormente complicato il quadro. Questa frangia d’opposizione forza dunque la mano e chiede a gran voce una verifica definitiva del perimetro dell’incerta maggioranza Costa, appellandosi a chi l’ha espressamente criticata affinché sia ora consequenziale e stacchi la spina. La palla dunque passa nel campo delle opposizioni e dei “sostenitori esterni”: ad essere espressamente chiamati in causa in conferenza stampa sono il Partito democratico, tra i cui componenti qualcuno avrebbe già manifestato la sua disponibilità a sostenere la sfiducia, e Vibo Unica che dopo lo strappo di quasi tre mesi fa e le aspre critiche formulate in occasione del voto sul rendiconto di gestione, starebbe ora negoziando un suo rientro tra i ranghi. «Abbiamo fatto della coerenza il metro della nostra azione politica – dice Lo Schiavo -. Ora sta a chi, a parole, si dice determinato a chiudere i conti, agire di conseguenza e ridare la parola ai cittadini». 

Non sfugge la presenza nella saletta di Palazzo Luigi Razza di Stefano Soriano e Francesco Colelli, pezzi importanti della coalizione che nel 2015 corse per le Comunali proprio con Lo Schiavo alla sua guida. «Quel programma di cambiamento della città – rimarca il già candidato a sindaco – rimane il nostro faro. Da quel programma vogliamo ripartire e a quel programma abbiamo sempre ispirato la nostra azione, pur dall’opposizione, in questi anni, presentando interrogazioni e ordini del giorno su tutti o quasi i punti in esso contenuti. E sempre a quei punti intendiamo mantenere fede e ogni eventuale convergenza per un progetto di governo della città alternativo a quello attuale non potrà non ripartire da lì, con chi ci sta. Senza preclusioni e preconcetti».    

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