Asilo nido a Vibo, l’ex assessore Scrugli: «Sul Pac fatto un miracolo, nessuno dia lezioni»

La già titolare della delega alle Politiche sociali risponde alle osservazioni del suo predecessore Fuscà e rileva: «Al mio arrivo situazione disastrosa. Rientrare nel finanziamento è stata una vera e propria impresa»

La già titolare della delega alle Politiche sociali risponde alle osservazioni del suo predecessore Fuscà e rileva: «Al mio arrivo situazione disastrosa. Rientrare nel finanziamento è stata una vera e propria impresa»

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L'ex assessore Lorenza Scrugli
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Si dibatte molto in questi giorni della paventata chiusura dell’asilo comunale di Vibo Valentia, stante le difficoltà finanziarie che potrebbero determinare, già a partire dal prossimo anno scolastico, l’impossibilità ad assicurare la gestione della struttura. A lanciare l’allarme nei giorni scorsi era stato il consigliere comunale dei Progressisti per Vibo, Antonio Lo Schiavo, il quale ha presentato un ordine del giorno sul punto chiedendo che il Comune in ogni modo per reperire fondi e scongiurare tale prospettiva. Sul punto era intervenuto anche l’ex assessore alle Politiche sociali della Giunta D’Agostino, Antonello Fuscà, attuale coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, il quale, tra le altre cose, segnalava l’eccessiva lievitazione dei costi di gestone che ha portato, a suo avviso, ad un precoce esaurimento dei fondi del Piano di azione e coesione (Pac) destinati allo scopo. 

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E proprio per replicare alla affermazioni di Fuscà, e offrire un ulteriore contributo di chiarezza in ordine alla dibattuta vicenda, interviene ora l’ultimo assessore alle Politiche sociali della Giunta Costa, Lorenza Scrugli, dimessasi nel marzo scorso. L’ex esponente dell’esecutivo chiarisce preventivamente di voler «puntualizzare alcuni aspetti inerenti i fondi Pac» spiegando «innanzitutto che “reperire” è un termine inesatto in quanto i fondi Pac sono stati fondi europei erogati dal ministero e a disposizione di tutti quei comuni d’Italia che avessero inoltrato programmazione, espletato il lungo iter burocratico amministrativo come previsto dal ministero ed effettuata l’erogazione dei servizi ad essi connessi (anziani ed infanzia) entro giugno 2016».

Quindi la ricostruzione del suo operato sull’intera vicenda. «La mia entrata in assessorato, nel giugno 2015 – ricorda la Scrugli -, ha visto una situazione pesantissima. Nessuna documentazione relativa ai Pac è stata rinvenuta negli uffici dell’assessorato; ho sempre evitato di rendere noto quanto sto dicendo, se non all’Amministrazione, per buttarmi immediatamente in un lavoro particolarmente gravoso visti i ristrettissimi tempi. E’ stato possibile avere la documentazione in parte dalla Regione e in parte dal dottor Luzzo, tecnico esterno che aveva curato la programmazione dei Pac. La stessa Regione mi aveva informata, data la lunga fase inattiva che Vibo aveva attraversato e le ferree scadenze imposte, che sarebbe stato quasi impossibile riuscire a salvare ed utilizzare appieno i fondi Pac. Solo la grande tenacia mia e di colei che si è fatta carico nell’ufficio di un lavoro immane hanno consentito di avviare e completare l’iter amministrativo entro dicembre 2015 e di dare subito dopo inizio all’erogazione dei servizi. La stessa Regione, ad opera del dirigente preposto ai Pac, confermava che era stata un’“impresa”, essere riusciti nell’intento e stesso riconoscimento giungeva dai sindacati altrettanto preoccupati dal rischio di perdere i fondi. Si partiva quindi, a detta della Regione, da una situazione quasi impossibile a causa della grande inerzia per il mancato avvio delle procedure burocratiche ed amministrative da parte dell’assessorato della precedente amministrazione, protrattosi per troppi mesi».

Quindi, Lorenza Scrugli si dice «delusa e stupita al tempo stesso, di leggere che la persona che ha con tanta cura programmato, non conosca la cifra relativa all’infanzia visto che parla di 1,5 milioni di euro destinati a Vibo, quando la cifra fa riferimento all’intero distretto di cui Vibo è comune capofila; distretto che vede la presenza di quattro asili nido (Vibo, Filadelfia, Sant’Onofrio, Stefanaconi). Tale cifra era fatto obbligo che venisse spesa per come indicato nel progetto e secondo i tempi dettati dal ministero. Non avremmo quindi potuto “risparmiare”, perché quei “risparmi” sarebbero stati considerati mancati utilizzi e quindi fondi persi. Il lavoro è stato invece così scrupoloso ed attento che la Prefettura di Catanzaro ha dichiarato Vibo “Comune virtuoso” e in virtù di ciò Vibo dovrebbe, in futuro, poter contare invece su fondi non saputi utilizzare da altri Comuni. Fa sorridere quindi che l’ex assessore asserisca che non capisce come questi fondi “abbiano potuto essere spesi per intero”. Per una volta almeno, siamo stati così bravi da non rimandarne indietro! La lievitazione dei costi è altrettanto ovvia se si pensa che l’asilo contava, al mio ingresso, l’iscrizione di circa 10 alunni (cosa certificabile in Comune), mentre dopo la ristrutturazione si è arrivati a ben oltre i 50 iscritti. Cinquanta bambini quindi sono stati ospitati, trovando le famiglie con Isee inferiore ai 12.000 euro nell’anno 2016/2017, accoglienza totalmente gratuita. La totale fruibilità gratuita va sottolineata perché, su proposta del mio assessorato, tutti i sindaci del distretto presenti sono stati ben felici di offrire questa opportunità». 

Infine la considerazione: «Non ho notizia di un “tesoretto”, cosa di cui parla l’ex assessore, visto che i Pac prevedono, per come dovrebbe ben conoscere, l’obbligo di anticipazione delle cifra in capo ai comuni, la successiva laboriosa rendicontazione delle spese alla Prefettura di Catanzaro ed alla Regione e solo dopo tutti i controlli il rientro, a scaglioni, delle somme anticipate. Mi rimane solo da aggiungere che la scrivente già dallo scorso anno, aveva lungamente riflettuto su come assicurare l’apertura del nido anche senza i fondi Pac, giungendo alla determinazione, unitamente alla parte amministrativa e alla Giunta, di predisporre un bando pubblico per l’affidamento della gestione della struttura ad organismi e/o enti privati».

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