Reddito di cittadinanza, Mangialavori all’attacco del ministro Di Maio: «È follia» (VIDEO)

Intervento del senatore vibonese in occasione dell’approvazione del decreto legge sul rifinanziamento degli ammortizzatori sociali. Bocciata la proposta del vicepremier: «Misura assistenzialistica che non fa il bene del Paese»

Intervento del senatore vibonese in occasione dell’approvazione del decreto legge sul rifinanziamento degli ammortizzatori sociali. Bocciata la proposta del vicepremier: «Misura assistenzialistica che non fa il bene del Paese»

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Mangialavori in aula
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«Un decreto-legge meritorio, approvato all’unanimità alla Camera che risponde all’esigenza di risolvere una delle tante problematiche che esistono in Italia e non agli annunci propagandistici e irrealizzabili tipici dell’inizio di questo nuovo Governo. Il decreto-legge, in effetti, prevede il rifinanziamento, anche per l’anno 2018, degli ammortizzatori sociali in deroga nelle aree di crisi industriale complessa». È questo l’attacco dell’intervento tenuto dal senatore Giuseppe Mangialavori in occasione, ieri a Palazzo Madama, della discussione e approvazione del Disegno di legge per il finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga nonché per il completamento dei piani di nuova industrializzazione, recupero o tenuta occupazionale relativi a crisi aziendali. 

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«Un piano che passi attraverso un uso più efficace delle risorse europee – ha detto Mangialavori -, con il fine vero, sano, alto di azzerare quel divario infrastrutturale e di determinare un’effettiva crescita dell’economia del Paese, è per noi l’unica strada che può condurre fuori dalle paludi della crisi che hanno creato stagnazione, perdita di produttività e povertà dilagante. Le aree territoriali soggette a recessioni economiche sono sempre più vaste. Di certo, il Sud del Paese è naturalmente la parte più drammaticamente interessata. Un’economia già di per sé fragile è stata ulteriormente colpita dai processi di decrescita degli ultimi anni. Dal rilancio delle attività produttive e da un insieme di altri fattori – ha aggiunto il senatore vibonese – dipenderanno le sorti di tante famiglie italiane. Nell’immediato, però, ci sono da alleviare i ritardi e le difficoltà immani in cui versano tante, troppe famiglie per la perdita del lavoro o perché uno straccio di lavoro ormai non si trova più. È questo lo scenario in cui viviamo, ma il ministro Di Maio finge di ignorarlo, come se venisse da un altro pianeta (Giove o Marte) e non conoscesse anche lui, uomo del Sud, la fame di lavoro che ossessiona il Meridione d’Italia e, purtroppo, inizia a ossessionare anche altre aree della nazione. Di Maio e il suo movimento fingono di ignorare queste precise istanze e, al tempo stesso, le travisano, instillando nell’opinione pubblica l’idea che il Sud e le altre aree depresse del nostro Paese vogliano e pretendano politiche assistenzialistiche e misure che permettano ai meni volenterosi di starsene comodamente a casa propria, ricevere un sussidio per non fare niente e mungere le mammelle di uno Stato che ormai – ahinoi – non ha più latte. Il MoVimento 5 Stelle e il vicepremier Di Maio rilanciano, un giorno con maggiore insistenza e un giorno con qualche esitazione, la proposta di approvare entro il 2018 l’ormai famigerato reddito di cittadinanza, una misura a mio avviso sciocca, insensata e – passatemi il termine – folle. Se il reddito di cittadinanza, tanto caldeggiato dallo sprovveduto ministro Di Maio, dovesse essere approvato: verrebbe incentivata la disoccupazione e non il lavoro. Ed è il lavoro, questa millenaria attività umana, che forse il ministro Di Maio ha poco praticato nella sua vita di giovane e fortunato politico, a dare dignità all’uomo, non le mance, né tanto meno le elemosine di Stato. Il reddito di cittadinanza, pertanto, non sarebbe altro che una sciagura, ma anche, a ben guardare, una folle utopia. Infatti, caro ministro Di Maio, lei non ci ha ancora detto come verrebbe finanziato. In una parola, non ci ha ancora detto dove prenderete i soldi per rendere operativa una normativa del genere. Non ce l’avete detto per una sola ragione: voi non avete la benché minima idea di dove prendere i soldi».

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