Provinciali a Vibo, Papillo: «Si ragiona solo di nomi perdendo di vista la realtà»

Il sindaco di Gerocarne e presidente del Gal Terre vibonesi lancia il monito: «Al centro della discussione tornino le criticità del territorio e non chi debba gestire un “non” ente in totale assenza di un come» 

Il sindaco di Gerocarne e presidente del Gal Terre vibonesi lancia il monito: «Al centro della discussione tornino le criticità del territorio e non chi debba gestire un “non” ente in totale assenza di un come» 

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La Provincia di Vibo
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Dal sindaco di Gerocarne e presidente del Gruppo di azione locale “Terre vibonesi” Vitaliano Papillo riceviamo e pubblichiamo la seguente riflessione: “Viaggiando quotidianamente sulle nostre strade provinciali, e pensando a quelli che sono gli enormi problemi dell’ente che dovrebbe prendersene cura, ed assistendo al solito spettacolo di come ci si prepara ad affrontare le prossime elezioni, mi rendo conto di come, ancora una volta, si stia perdendo di vista un’altra occasione per affrontare seriamente la questione “Provincia” e risolverla alla radice. Questione che si compone di viabilità allo sbando, con rischi enormi per l’incolumità degli automobilisti, e di dissesto, territoriale e finanziario, che impedisce di immaginare una programmazione che vada oltre il giornaliero. Questione che, in una parola, si traduce semplicemente in un ente che non c’è. A fronte di tutto questo si assiste solo a toto nomi, divisioni, interpartitiche, commissioni ed ad una perenne e deleteria mancanza di voglia di fare squadra per affrontare una problematica che non è quella, sia pur importante, di definire chi debba ricoprire quale carica per fare cosa ma quella di stabilire cosa, poi, chi ricoprirà questa carica potrà realmente fare e con quali mezzi. Nelle condizioni in cui versa l’ente oggi non esiste persona al mondo in grado di imprimere un’azione incisiva e decisiva per invertire la rotta. E, ciononostante, continuiamo a dividerci ed a discutere di altro. Premetto che, con l’umiltà che mi contraddistingue, la mia non vuole essere una “lezione” ma un richiamo ad ognuno a far prevalere il sommo bene comune su tutto il resto, che non è mia intenzione propormi come ulteriore “nome” da aggiungere alla competizione – posso, semmai, dare il mio contributo in termini di idee e progetti come tutti gli altri – e che ritengo capaci i quattro colleghi ed amici di cui circolano i nomi per ricoprire la carica di presidente della provincia di Vibo. Ma ribadisco che non è questo il problema e che, come la volta scorsa, le divisioni e le discussioni di “altro”, porteranno ad un risultato simile a quello di allora, con l’impossibilità di muovere un dito e l’avvio dei “viaggi della speranza” a Roma ed alla “Cittadella” per elemosinare qualche palliativo che puntualmente non arriva. Al centro della discussione politica devono tornare le criticità di questo territorio, partendo magari da quello più pregnante che è la viabilità, e non chi debba gestire politicamente un “non” ente nella totale assenza di un come. Al centro della discussione politica devono tornare i cittadini, che sono stufi di questo abbandono del territorio e di una discussione politica “altra”. Al centro della discussione politica deve tornare il nostro ruolo, che è quello di riconoscere ed affrontare i problemi. Per questo ai colleghi sindaci ed a tutti gli attori coinvolti in questa tornata dico: chiediamo a tutta la deputazione vibonese a Roma, ed ai nostri rappresentanti regionali, se sono disposti a portare avanti insieme a noi un’azione seria per trovare le “istruzioni di funzionamento” di una Provincia che non c’è. Solo dopo avrà un senso ed un criterio definire a chi mettere in mano queste “istruzioni” per far finalmente funzionare un ente altrimenti sempre destinato a barcamenarsi tra le solite incertezze”.

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