Comune Vibo, volano stracci tra Luciano e Russo: in ballo la sfiducia a Costa

L’ex presidente del Consiglio rinfaccia al gruppo del Pd un atteggiamento ambiguo nei confronti della maggioranza. Il capogruppo dem risponde sventolando una mozione di sfiducia al sindaco. Replica a sua volta il leader di Vibo Unica: «La firmo anche domani ma parlo solo con Insardà»

L’ex presidente del Consiglio rinfaccia al gruppo del Pd un atteggiamento ambiguo nei confronti della maggioranza. Il capogruppo dem risponde sventolando una mozione di sfiducia al sindaco. Replica a sua volta il leader di Vibo Unica: «La firmo anche domani ma parlo solo con Insardà»

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L’ex presidente del consiglio comunale di Vibo Stefano Luciano parte a testa bassa all’attacco del gruppo consiliare del Partito democratico accusato di aver mantenuto, in relazione all’approvazione del Dup, una posizione di ambiguità tesa ad agevolare la maggioranza guidata dal sindaco Elio Costa. Nel mirino del referente politico del gruppo Vibo Unica finisce anche il ruolo del presidente del consiglio comunale facente funzioni Stefania Ursida, componente del gruppo Pd. Luciano evidenzia le contraddizioni democratiche – i sei consiglieri dem sono allo stato oggetto di un’azione disciplinare da parte del loro stesso partito – emerse nel corso dell’ultimo consiglio comunale. «Ho evidenziato – spiega Luciano – che la presidenza del consiglio comunale pur essendo detenuta, in qualità di facente funzione, da un’esponente del Pd, è divenuta espressione della maggioranza che supporta il sindaco Costa allorquando, in occasione della votazione del Documento unico di programmazione, si è registrata, da quella postazione, un’astensione. Comportamento questo che, unito all’assenza di ben quattro consiglieri comunali del Pd su sei, ha consentito l’approvazione del documento citato. Nell’occasione solo un’assenza su sette consiglieri, ha registrato il gruppo di cui faccio parte “Vibo Unica” e un’assenza su quattro il gruppo dei Progressisti. Come noto, il presidente del Consiglio, ha diritto di voto in qualità di consigliere comunale, in quanto, pur essendo una carica istituzionale imparziale, è comunque espressione di una parte politica. In altri termini, il presidente del Consiglio deve essere imparziale nell’esercizio della funzione istituzionale, ma è espressione politica in quanto consigliere comunale della maggioranza o dell’opposizione. Alla luce di questo, l’astensione funzionale ad aiutare la maggioranza, anche se proveniente dal presidente del Consiglio, è un comportamento che ha un significato politico; negare ciò non è serio. Ad oggi, pertanto, le continue assenze strategiche riconducibili al Pd, a cui fanno fronte invece le solide presenze del gruppo “Vibo Unica” i cui consiglieri compattamente votano contro l’amministrazione Costa, denotano una differenza di posizione tra queste due sensibilità che intendo fortemente marcare, per evitare un’omologazione che in questo momento storico potrebbe confondere la cittadinanza. Rivolgo pubblicamente un appello al segretario provinciale del Pd Enzo Insardà, persona che gode della mia stima politica, affinché possa assumere un’iniziativa volta a superare le posizioni di ambiguità dei consiglieri comunali del Pd ed a verificare la possibilità di un coordinamento tra le opposizioni per stabilire quali tra i consiglieri che si ritengono contrari all’amministrazione attuale sono davvero pronti ad iniziative volte al superamento di questa situazione dannosa per la città di Vibo Valentia».

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A Luciano ha replicato a stretto giro di posta il capogruppo Pd Giovanni Russo il quale a nome del gruppo ha rivendicato: «Siamo noi a chiedere chiarezza a tutti coloro che si riconoscono all’opposizione dell’amministrazione Costa. Appare pertanto surreale che tale richiesta sia fatta da chi prima sostiene Costa avendo ricoperto ruoli di primo piano nella sua Giunta, alle Politiche esprime una candidatura nel centrosinistra, alla Provincia sta con la destra avendo la vicepresidenza, ancora al Comune sta in una posizione ibrida e alla Regione incassa prebende per i propri componenti del gruppo (il riferimento è ad Alfredo Lo Bianco recentemente entrato a far parte della struttura del consigliere regionale Ciconte, ndr). La nostra posizione è sempre stata chiara. Pertanto mettiamo a disposizione presso l’ufficio di presidenza del consiglio comunale di Vibo Valentia, la mozione di sfiducia che potrà essere firmata da chi ritiene che l’esperienza Costa sia giunta al capolinea».

Parole che non sono andate già allo stesso Luciano il quale a sua volta ha replicato: «leggo l’intervento del gruppo consiliare del Pd che si dichiara pronto a presentare una mozione di sfiducia nei riguardi del sindaco Costa. Dichiaro sin da ora di essere pronto a sfiduciare il sindaco Costa così come più volte ribadito pubblicamente. Detto ciò, devo rilevare che il gruppo consiliare del Pd è guidato dal consigliere comunale Giovanni Russo che sino ad oggi ha dimostrato di non essere nelle condizioni di poter assumere ruoli di coordinamento dell’intera opposizione che è composta da soggetti politici diversi che hanno pari dignità e che non possono rincorrere iniziative di chi non ha una forte credibilità politica, messa peraltro in discussione dal suo stesso partito che ha avviato nei suoi riguardi un procedimento disciplinare. E’ per tale ragione che la mia persona unitamente al gruppo di Vibo Unica si è rivolta ad Enzo Insardà e non già a Giovanni Russo per assumere quel ruolo di coordinamento tra le opposizioni che possa consentire la proposizione di una mozione di sfiducia che sappia rispettare la dignità politica di tutte le forze che la sottoscrivono. Affermo dunque di essere pronto a sedermi al tavolo di coordinamento dal quale potrà nascere la mozione di sfiducia solo se questo tavolo sarà convocato, anche domani, da Enzo Insardà sul presupposto, peraltro, che la mozione in discussione necessita, per poter dispiegare i suoi effetti, della firma di oltre 13 consiglieri comunali ai quali va riconosciuta una soggettività politica non riconducibile certamente a Giovanni Russo».