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Trova consensi la proposta di “Vibo Unica” dopo la decisione della conferenza dei capigruppo che ha invece deciso di discutere il 4 febbraio

Politica

Trova consensi oltre che nel coordinatore provinciale di Forza Italia, Giuseppe Mangialavori, anche nel capogruppo del Pd a “Palazzo Luigi Razza”, Giovanni Russo, nonchè in quello dei “Progressisti per Vibo”, Loredana Pilegi, la proposta di "Vibo Unica" di convocare il consiglio comunale entro e non oltre il 2 febbraio per discutere della crisi politica in atto e capire se il sindaco dispone dei numeri per andare avanti o debba rassegnare le dimissioni per consentire alla città di andare al voto in primavera. “Chi ha tempo non perda tempo. Con piacere rilevo che il gruppo di Vibo Unica chiede la convocazione urgente del consiglio comunale, che firmerò subito. Siamo stati i primi - spiega Giovanni Russo - a proporre la mozione di sfiducia perché convinti che questa esperienza sia giunta ormai a termine. Ecco perché riteniamo sia doveroso tenere subito un consiglio comunale chiarificatorio. A dispetto delle dicerie sulla posizione del gruppo che rappresento, siamo disponibili qualora non si concretizzasse la sfiducia del sindaco a recarci dal segretario comunale per dimetterci e per porre fine a questa esperienza amministrativa”. Dal canto suo, Loredana Pilegi in qualità di capogruppo dei "Progressisti per Vibo" spiega che “coerentemente con quanto sosteniamo da tempo, siamo convinti che sia arrivato il momento di mettere chiarezza sul prosieguo della consiliatura. Così come non ci siamo tirati indietro rispetto alla richiesta di firma di una mozione di sfiducia, siamo ad ugual modo favorevoli, come d’altronde da noi richiesto nella conferenza dei capigruppo di oggi, alla proposta del consigliere Claudia Gioia di anticipare il consiglio comunale per affrontare il tema della crisi comunale. Tuttavia intendiamo mettere dei paletti ben precisi: se vi deve essere un consiglio comunale che affronti l’attuale crisi politica, questo non si deve rilevare una perdita di tempo, ma deve concludersi con una presa di posizione politica di tutti i gruppi consiliari onde verificare con assoluta precisione e una volta per tutte, chi sostiene e quali sono i numeri della maggioranza e quali quelli dell’opposizione, senza limitarsi ad ascoltare delle comunicazioni di cui ormai abbiamo preso atto. Come è normale in democrazia, non chiediamo molto ma solo di sapere se vi sono i numeri per andare avanti e questo lo si può sapere solo facendo esprimere ogni gruppo politico. La città è ormai stanca di questo rimpallo di responsabilità e di questo gioco al massacro rispetto al quale noi intendiamo tirarci fuori”.  LEGGI ANCHE: Crisi al Comune di Vibo, Vibo Unica chiede un Consiglio entro il 2 febbraio

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