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Dopo le parole di fuoco del senatore Mangialavori il suo gruppo di riferimento rivede la sua posizione e si dice pronto a sostenere le proposta di Vibo Unica per la convocazione rapida di un Consiglio: «Non ha senso temporeggiare ancora» 

Politica

La moral suasion ha funzionato. Dopo aver dato il via libera in conferenza dei capigruppo, al pari degli altri gruppi di maggioranza, al consiglio comunale per il 4 e 5 febbraio, il gruppo dei Liberali per Vibo si allinea al diktat del suo leader Giuseppe Mangialavori e fa retromarcia. La scelta di fissare quella data, che ha innescato polemiche e una levata dai scudi da parte di tutte le opposizioni del sindaco Costa, viene così rivista in fretta e furia e le parole del senatore azzurro non restano inascoltate. «Non era quello che auspicavo - aveva tuonato nel pomeriggio Mangialavori - e mi auguro che i rappresentanti del gruppo che si riconoscono nelle mie posizioni - aveva aggiunto - vogliano prendere atto al più presto di queste mie indicazioni, senza ulteriori tentennamenti. Se c'è qualcuno che la pensa diversamente e che non condivide questa mia presa di posizione, è bene che esca allo scoperto e che ci metta la faccia, oltre al nome e al cognome». Parole minacciose che hanno, evidentemente, colto nel segno tanto che in serata il gruppo che si rivede in Forza Italia ha diramato la propria, nuova, posizione. «Non possiamo che essere assolutamente d'accordo - si legge - con le dichiarazioni rilasciate dal nostro leader e coordinatore senatore Giuseppe Mangialavori, di convocare immediatamente un consiglio comunale entro e non oltre la data del 2 febbraio, e pertanto siamo pronti e disponibili a firmare subito la richiesta presentata. Ci rendiamo conto che questa verifica non è più procrastinabile. Non ha più senso temporeggiare, abbiamo necessità tutti di sapere se ci sono i numeri, e quindi portare a compimento i punti programmatici stilati dal sindaco, o sarà necessario tornare al voto il prossimo maggio. La città non può aspettare ancora, ha bisogno di stabilità e soprattutto di amministratori in grado di rispondere alle legittime richieste dei cittadini convinti più che mai che la politica abbia il compito di sostenere la vita e l'attività degli stessi».

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