Comunali a Vibo, Lo Schiavo: «A rischio l’esistenza stessa della sinistra»

Il leader dei Progressisti sulle dinamiche nello schieramento: «Si lavora per indebolire l’unica alternativa possibile al centrodestra»

Il leader dei Progressisti sulle dinamiche nello schieramento: «Si lavora per indebolire l’unica alternativa possibile al centrodestra»

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Antonio Lo Schiavo
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Il momento della «chiarezza» è arrivato. Candidature, alleanze, velleità personali e drammi collettivi. Antonio Lo Schiavo fa il punto della situazione all’indomani dell’investitura di Stefano Luciano da parte di chi, a suo dire, avrebbe dovuto dare seguito ad un percorso di coerenza e di comunanza di valori (il Pd) trasformandoli in una coalizione che si opponesse al centrodestra. Ed invece niente. 

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«La questione di Vibo – scrive il notaio su Facebook – non riguarda la mia candidatura a sindaco (che non ho mai tra l’altro avanzato, avendo evitato qualunque personalizzazione e manifestato invece la disponibilità a fare non uno ma cento passi indietro). Il problema riguarda oggi la stessa esistenza del Pd, della sinistra, dell’area progressista nel Vibonese. Nella città di Vibo l’amministrazione comunale termina anticipatamente il suo mandato per dissidi tutti interni alla compagine di centrodestra, ma il centrosinistra non solo non sfrutta il vantaggio politico (come accaduto con l’elezione di Franco Sammarco) ma grazie ad una strategia scientifica e studiata, lavora al proprio interno per indebolire l’unica alternativa politica possibile, che è quella di mettere in campo una propria visione e idea di città, partendo dall’esperienza di chi in questi anni è rimasto coerentemente all’opposizione. Rinunciare a fare questo, dando invece priorità ad alleanze con chi di quell’amministrazione ne ha fatto parte da protagonista, significa volere cancellare la propria identità, far scomparire l’area civica e politica che guarda al mondo progressista, privandola di riferimenti. Significa far passare il messaggio che a Vibo, in fondo, non si potrà mai avere un meccanismo di alternanza, perché alla fine le fila del gioco le tirano sempre gli stessi attori. Ora però basta ipocrisie. Basta politichese. Per quanto mi riguarda – aggiunge Lo Schiavo – non esiste nessuna grande coalizione che possa avere come collante la propria rivalità verso singole persone. Questo è solo un modo per tenere insieme pezzi di ceto politico che non hanno nulla in comune se non un accordo di respiro elettorale. Esiste invece un’altra strada, fatta di gente che ha una dignità, che non si piega alle solite furbizie, che vuole costruire un’alternativa a questo modo di intendere la politica. Non è in gioco solo il rinnovo dell’amministrazione di Vibo, è in ballo la ricostruzione dell’area politica dei democratici e dei progressisti a Vibo e nella regione Calabria, tenuta in ostaggio, in questi da anni, da personaggi che non intendono ancora farsi da parte. Io ho scelto da che parte stare, l’ho fatto in questi anni senza chiedere o ottenere nulla in cambio e senza l’ansia di dovere costruire carriere. Comunque vada continuerò a mantenere fermi i miei principi».

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