Comunali a Vibo, Miceli all’attacco del centrodestra: «Progetto in continuità con il passato»

Per il dirigente provinciale del Partito democratico occorre creare un’alternativa credibile con «una coalizione più ampia possibile»

Per il dirigente provinciale del Partito democratico occorre creare un’alternativa credibile con «una coalizione più ampia possibile»

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«Un progetto in perfetta continuità con il passato». Non usa mezzi termini Marco Miceli, dirigente provinciale del Partito democratico di Vibo Valentia, per bollare l’operazione politica che ha portato a sedere allo stesso tavolo i partiti del centrodestra vibonese che hanno poi trovato la convergenza sul nome di Maria Limardo quale candidato a sindaco dello schieramento. «Non dimentichiamo – spiega Miceli – che Forza Italia amministra da quasi due lustri la città e che ha occupato gli scranni della maggioranza quattro volte su cinque nelle ultime cinque consiliature, in una delle quali, per giunta, il candidato sindaco scelto dal centrodestra per la tornata elettorale della prossima primavera, ha ricoperto il ruolo di assessore e di vicesindaco in un’amministrazione guidata da Elio Costa». Per il dirigente «diventa di fondamentale importanza proporre un’alternativa valida che possa rappresentare una vera discontinuità rispetto al passato. Il Pd – sostiene – è stato il più votato alle elezioni comunali del 2015 e ancora oggi risulta essere il più importante del centrosinistra vibonese. Pertanto, nonostante sia nel pieno di una crisi che è culminata con la decisione degli ex consiglieri Pd di volersi assoggettare a Forza Italia, facendosi beffa dei propri elettori ed eludendo qualsiasi confronto con iscritti, militanti e simpatizzanti del centrosinistra, ha il sacrosanto dovere e la necessità, vista la crisi in atto, di lavorare per una coalizione più ampia possibile, allargata alle forze progressiste, moderate e riformiste  della città e a chi è desideroso di cambiamento e discontinuità».

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Dunque, aggiunge, «per il raggiungimento di tale obiettivo deve superare le ostilità e l’ostruzionismo di chi pur non esprimendo un gran consenso e rappresentando a stento se stesso, ha il perverso e spregevole desiderio di far permanere in città la situazione attuale opponendosi ad ogni tentativo di proposte alternative sane e credibili. È necessario cogliere l’esigenza di tutti i cittadini certi che la città in cui viviamo oggi è ciò che non siamo e ciò che non vogliamo, che non si rispecchiano nel degrado e nella sporcizia e non accettano che continui ad essere l’ultima classificata d’Italia per la pessima qualità della vita che offre ai propri cittadini, l’assenza di sviluppo, l’elevatissimo tasso di disoccupazione. Vi è sempre di più in città, la sensazione che anche i diritti umani appartengano a realtà anni luce lontani dalla nostra». In conclusione Miceli afferma che «ancora oggi, per fortuna, c’è tanta gente che vuole metterci la faccia e dedicarsi con amore, impegno e competenza per poter migliorare le cose e, rifacendomi ad un concetto espresso più volte da Enrico Berlinguer e ripreso in questi giorni da Nicola Zingaretti, “ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno”. Il mio auspicio – chiosa – è che ci si possa unire ed andare compatti a sfidare, armati di un valido progetto alternativo e di cambiamento, un centrodestra egemone in città fin da troppo tempo».

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