Comunali a Vibo, Mirabello non arretra e conferma l’appoggio a Luciano

Il consigliere regionale scrive al commissario Graziano: «Per risalire la china necessario allargare la coalizione, ma c'è chi lavora per sfasciare anche al nostro interno»

Il consigliere regionale scrive al commissario Graziano: «Per risalire la china necessario allargare la coalizione, ma c'è chi lavora per sfasciare anche al nostro interno»

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Il consigliere regionale Michele Mirabello
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Michele Mirabello non arretra «di un millimetro». E stavolta per chiarire bene il concetto prende carta e penna e scrive al commissario regionale del Pd Stefano Graziano. La partita delle comunali a Vibo Valentia alza l’asticella dello scontro interno ai democratici e porta il consigliere regionale ad esprimere alcune considerazioni per nulla tenere, rivolte sia all’esterno che in casa propria. Il succo della questione sta alla fine della lunga lettera. Eccolo: «Sono qui a comunicarti, anche in forza dei percorsi già con te concordati, che rispetto ad un quadro politico in cui il Partito democratico rischia di rinchiudersi in un recinto fatto di veti… il sottoscritto, nella qualità di esponente istituzionale del partito eletto dal popolo, oltreché di dirigente regionale di lungo corso del medesimo, non è intenzionato ad arretrare d’un solo millimetro rispetto all’impegno già dispiegato di allargare la coalizione, includendo l’area politica progressista, l’area moderata, i movimenti civici democratici e la nostra forza politica». Che tradotto significa che, a dispetto di quanto paventato ieri mattina dal segretario provinciale Enzo Insardà, questa componente del partito non ha affatto abbandonato la convinzione di appoggiare la candidatura di Stefano Luciano.

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Dopo avere spiegato a Graziano che negli ultimi nove anni il centrodestra, «dominato e guidato dalla figura politica preminente del senatore Mangialavori, ha ridotto la città ad una palude politico-amministrativa e portato l’Ente all’anticamera della dichiarazione di dissesto», aggiunge: «Ritengo fondamentale evidenziarti la necessità, da parte nostra oramai indifferibile, di procedere senza altri indugi alla composizione di una alternativa forte e credibile che sia in grado di rompere schemi consunti e consolidati in città e di ridare un ruolo propulsivo al nostro partito, oltreché di fare emergere una nuova visione del governo della città. Tutto questo come è evidente, lo si realizza concretamente se si mette in moto un processo coraggioso che guardi e punti alla scomposizione delle forze civiche che hanno sostenuto l’esperienza di governo del centrodestra a Vibo Valentia. Su questo terreno sono impegnato personalmente e sul medesimo ho riscontrato qualche inutile dietrologia, scomposte reazioni interne, che a volte consapevolmente ed a volte inconsapevolmente favoriscono un clima di disfattismo e di falso perbenismo, e preordinate campagne mediatiche. Emblematica a questo proposito è la valenza mediatica costruita intorno ad una pubblica manifestazione organizzata dal movimento “Vibo unica” in cui la partecipazione mia e di alcuni dirigenti è stata artatamente dipinta come il suggello di improponibili accordi fra il Pd ed i Sovranisti». Da qui la considerazione che «il partito a Vibo risale la china se si apre a discussioni, alleanze e contaminazioni in un alveo ben definito di idee per il governo dei territori. L’idea di costruire questo percorso erigendo muri e barricate, percorrendo le vie della città e le strade del dialogo con tutte le forze alternative al monolitico sistema di potere che si appresta a riconfermarsi, è solo la rappresentazione di pie illusioni di chi continua a guardarsi l’ombelico, o, peggio ancora, il frutto della furbizia di chi punta a sfasciare tutto pensando di lucrare improbabili vantaggi politici o di consumare piccole vendette personali».

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