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Al sindaco del centro dell’entroterra vibonese non sono andate giù le dichiarazioni del comico fondatore del Movimento 5 stelle: «Cretinate». Critico anche il collega Martino: «Pensi a fare il comico»

Beppe Grillo
Politica

«Grillo dice solo cretinate perché di fatto per presentare le domande per il reddito di cittadinanza c’è tempo fino al 31 marzo. Già un Caf del luogo ha inoltrato 25 domande ma non sappiamo se anche alle Poste, online e ad altri Caf sono state presentate domande da parte di cittadini dinamesi». È quanto riferisce il sindaco di Dinami, Gregorio Ciccone, in un’intervista rilasciata al Quotidiano del Sud, dopo l’uscita del comico Beppe Grillo che in uno spettacolo in Calabria ha citato il “caso Dinami” come emblematico. In uno dei paesi più poveri d’Italia, in sintesi il provocatorio pensiero di Grillo, nessuno fa domanda per il reddito di cittadinanza: ho tutti hanno un lavoro in nero o sono ‘ndranghetisti. «Si stima - la replica di Ciccone - che in Calabria potrebbero essere presentate circa 144mila domande che rappresentano il 7% della popolazione. Se questo è vero il 7% della popolazione di Dinami corrisponde a 140 domande e non è detto che fino a fine mese non vengano presentate. Ma il fatto di presentare le domande non significa avere diritto». Quindi il primo cittadino critica aspramente la misura del Governo. «Pensavano di fare la loro bandiera d’immagine con l’Italia pensando che il primo giorno ci sarebbe stato un boom di domande. Piuttosto di parlare di questo provvedimento che non sta dando i risultati voluti in termini d’impatto con la cittadinanza ti soffermi a dire cretinate. Ma la cretinata più grande è il fatto che se Dinami è il comune statisticamente più povero d’Italia, come può essere della ‘ndrangheta o meglio quando mai la ‘ndrangheta è stata fertile nella povertà? Sono fiero - ha aggiunto Ciccone - di rappresentare un comune povero ma dignitoso e di persone perbene. Il reddito di cittadinanza, propagandato come un provvedimento a sollievo del lavoro e della povertà ha delle maglie così strette che coloro i quali rientrano nei requisiti sono talmente poveri che alla fine si capisce bene che è stata solo una manovra ai fini elettorali perché di fatto non viene risolto ne il problema del lavoro ne quello della povertà».

Al coro di sdegno si è unito anche il sindaco di Capistrano Marco Martino. «Grillo - ha affermato - farebbe bene a continuare a fare il comico. Forse è l’unica cosa che gli riesce bene incassando inoltre milioni di euro. Definire, anche in senso ironico, i cittadini di un comune che non fanno domanda per il reddito di cittadinanza degli ‘ndranghetisti è un fatto gravissimo, privo di rispetto soprattutto verso i tanti elettori che si sono pronunciati sostenendo fortemente il suo movimento. Credo che ormai si sia arrivato al ridicolo assoluto - aggiunge Martino -, pur di far clamore con una stupida battuta ci si permette di offendere la dignità dei nostri conterranei. I suoi deputati, senatori e simpatizzanti dovrebbero invitarlo ad essere pacato e rispettoso e a programmare misure reali e concrete di sviluppo che non passano certo attraverso le “mancette” bensì attraverso politiche che mirano alla crescita ed allo sviluppo economico ed occupazionale del territorio».

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