Il Pd si sgretola su Luciano, il circolo si autoconvoca e attacca il provinciale. Ceravolo: «Ascari»

Dopo il voto che ufficializza il sostegno al leader di Vibo Unica al fianco del Sovranisti, esplode il dissenso del gruppo cittadino. Durissimo il coordinatore: «Faremo il possibile per fermare questi trasformisti d’accatto» 

Dopo il voto che ufficializza il sostegno al leader di Vibo Unica al fianco del Sovranisti, esplode il dissenso del gruppo cittadino. Durissimo il coordinatore: «Faremo il possibile per fermare questi trasformisti d’accatto» 

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Si accentua irrimediabilmente la spaccatura all’interno del Partito democratico vibonese in relazione al posizionamento alle elezioni comunali del 26 maggio. Dopo l’evidente forzatura dei quadri dirigenti provinciali – da tempo già orientati verso il sostegno alla coalizione dell’ex presidente del consiglio comunale Stefano Luciano – di affidare all’assemblea provinciale la scelta, scavalcando di fatto anche il coordinamento cittadino creato all’uopo, è proprio lo “zoccolo duro” del circolo di Vibo Centro a chiedere formalmente la convocazione di un’assemblea straordinaria degli iscritti. La richiesta viene avanzata all’indirizzo del segretario provinciale Enzo Insardà, del commissario regionale Stefano Graziano e, per conoscenza, del segretario nazionale Nicola Zingaretti. L’assemblea – spiegano il presidente del partito Enzo Romeo, e i dirigenti Teresa Esposito, Paolo De Rito, Maria Salvia, Antonio Barilaro, Vincenzo Ruperto, Fabio Brandi, Antonio Iannello, Lionella Morano e Pino Ceravolo – si rende necessaria sulla scorta «delle ansie e delle preoccupazioni delle elettrici e degli elettori del comune» e alla luce dei «numerosi incontri con partiti, movimenti e associazioni che hanno definito il perimetro politico del partito all’interno dell’area progressista, confermando la scelta del centrosinistra». Ancora, premesso che «da oltre un mese si rileva l’assenza di ogni iniziativa del Pd sia per la ratifica di quanto esaminato, discusso e proposto dal coordinamento all’unanimità, sia per la preparazione della nostra lista, o raccordata ai partiti del centrosinistra; preso atto dell’inspiegabile inerzia che non consente al Pd alcuna attività inerente le imminenti elezioni amministrative», si chiede «la convocazione immediata dell’assemblea degli iscritti del comune a norma dello statuto» e si «avverte che, in carenza di tale informativa, doverosa e urgente, la presente è da intendersi come autoconvocazione per lunedì 1 aprile alle ore 18». E a margine dell’assemblea provinciale che ieri sera ha sancito, con 63 voti su 82, l’adesione alla coalizione di Luciano con il simbolo del partito, a farsi interprete dello sdegno dell’area “dissidente” è stato uno dei coordinatori del tavolo per le comunali, l’ex sindaco Pino Ceravolo. «Da Vibo vi erano solo due persone su 60 – ha commentato sui social -, ascari che tengono in vita un segretario che è l’immagine degli ascari. Abbiamo fatto il possibile per evitare questa vergogna. Continueremo a fare il possibile per fermare questi trasformisti d’accatto». 

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