Nuovo ospedale, Cutrullà contro l’interrogazione del deputato Viscomi

L’ex consigliere comunale muove diverse critiche all’operato del parlamentare ricordando e ironizzando sul suo precedente operato nella giunta regionale 

L’ex consigliere comunale muove diverse critiche all’operato del parlamentare ricordando e ironizzando sul suo precedente operato nella giunta regionale 

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Continua a tenere banco la vicenda della costruzione del nuovo ospedale di Vibo Valentia, al centro di un’interrogazione parlamentare del deputato del Pd Antonio Viscomi. A dire la sua è l’ex consigliere comunale del Pd, Giuseppe Cutrullà, dal 14 febbraio scorso fuori dal Partito democratico in quanto espulso insieme ad altri cinque consiglieri per le note vicende del sostegno alle elezioni provinciali al candidato di Forza Italia alla presidenza, Salvatore Solano. “Dopo essermi documentato attentamente in seguito alla roboante interrogazione parlamentare del deputato Antonio Viscomi relativamente al sito del nuovo ospedale è doverosa – spiega Cutrullà – una riflessione. Cosa si nasconde dietro l’infelice sortita del deputato del Pd Antonio Viscomi? È un interrogativo, inquietante ma inevitabile, di fronte all’improvviso interesse del deputato Antonio Viscomi verso una presunta necessità di una rinnovata tutela di area archeologica: perché, se l’iniziativa fosse realmente spinta da una ritrovata sensibilità, nasconderebbe una gaffe di così incredibili proporzioni da far suscitare sonore risate. L’onorevole Viscomi, infatti, interroga il ministro per sapere come sia stato possibile che, scrive testualmente: “Regione Calabria, Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e Provincia di Vibo Valentia abbiano dato parere favorevole all’apertura di un cantiere in piena area vincolata. E come lo abbiano potuto fare “con la sola prescrizione della sorveglianza da parte di un archeologo in fase di esecuzione dei lavori, senza ricorrere alla normativa relativa all’archeologia preventiva sulla base dei dettami del nuovo codice dei beni culturali, propedeutica ad ogni parere relativo alla rimozione di un vincolo esistente”. Perché arrivare a scomodare il ministro – si chiede l’ex consigliere comunale Cutrullà – se la risposta avrebbe potuto averla direttamente dalla Regione Calabria? È così irreversibilmente interrotto il dialogo con il presidente della Regione Oliverio da non potergli porre direttamente questa domanda? E, se questo è vero, perché non rivolgersi a qualche altro componente della Giunta regionale?

Gli atti, infatti, ricordano che già il 30 settembre del 2016 la Regione aveva finanziato l’intervento per la realizzazione delle “Opere stradali, relative alla viabilità d’accesso al Nuovo Ospedale di Vibo Valentia”, per l’importo complessivo di euro 2.300.000,00, a valere sulle somme a disposizione del quadro economico del progetto di realizzazione del Nuovo Ospedale di Vibo Valentia”, in uno schema di convenzione tra la Regione Calabria ed il Comune di Vibo Valentia che demandava alla Regione Calabria le funzioni di Stazione appaltante dello stesso. Insomma, all’onorevole Antonio Viscomi bastava rivolgersi, prima di spendersi in questa generosa quanto sospettosa interrogazione parlamentare, a chi a quel tempo deteneva la delega ai Lavori pubblici all’interno della Giunta regionale. Avrebbe scoperto così che all’epoca quella responsabilità era stata momentaneamente assegnata al vice presidente, ovvero ad un docente universitario prestato alla politica, prof. Antonio Viscomi, certamente un omonimo dell’onorevole che saremmo ben lieti di presentargli – ironizza Cutrullà – potendo così chiarire direttamente con lui i dubbi oggi sollevati. Il prof. Viscomi, all’epoca vice presidente della Giunta regionale, avrebbe spiegato all’on. Viscomi, attuale deputato, che il contratto di concessione per il nuovo ospedale di Vibo Valentia risale al settembre del 2014 e che l’avvio delle attività progettuali sono state disposte dal Rup nel maggio del 2015; ed ancora, che, relativamente alle problematiche archeologiche – sottolinea Cutrullà – l’approvazione del progetto era legata all’acquisizione del parere della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Calabria da consegnare entro maggio 2016. Bastava chiedere ai componenti la Giunta regionale dell’epoca per avere le risposte alle domande che ora fa sapere di avere rivolto al ministro. Possibile che un così informato onorevole non conosca nemmeno uno dei componenti la Giunta regionale dell’epoca? A meno che, immaginando che l’on. Viscomi non sia uno sprovveduto, tanta solerzia non nasconda ben altro, a meno che sulla pelle del nuovo ospedale di Vibo Valentia non si stia giocando altra partita. Sarà giusto il caso di ricordare con quanta enfasi ed entusiasmo l’allora parlamentare del Pd Brunello Censore salutava, nel marzo del 2015, questa intesa definendola un evento: “…di quelli che lasciano respirare un pò di aria nuova rispetto a quella fiutata finora…”. Una coincidenza, tanto entusiasmo da una parte e tanto scetticismo dall’altra? Sono così tanti i dubbi che verrebbe la voglia di chiedere all’ufficio legale della struttura regionale del Rup se non sia il caso di adire qualche azione contro l’onorevole a tutela dei lavori, perché non è possibile consentire che le beghe interne di un partito – conclude l’ex consigliere Cutrullà – possano mettere a repentaglio la realizzazione di un sogno che i vibonesi aspettano da troppo tempo”. 

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