Tra Comunali ed Europee, il popolo Udc si ritrova a Vibo – Video

Su iniziativa del coordinatore nazionale dei giovani dello scudo crociato, Marco Martino, la sala della Provincia ha ospitato una partecipata convention alla presenza del segretario nazionale Lorenzo Cesa

Su iniziativa del coordinatore nazionale dei giovani dello scudo crociato, Marco Martino, la sala della Provincia ha ospitato una partecipata convention alla presenza del segretario nazionale Lorenzo Cesa

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La convention dei Giovani Udc a Vibo
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Una sala consiliare della Provincia di Vibo gremita in ogni ordine di posto ha salutato, nel pomeriggio di ieri, lo stato maggiore dell’Unione di centro lì convenuto su iniziativa del coordinatore nazionale dei Giovani Udc (e sindaco di Capistrano) Marco Martino. Iniziativa prodomica di una sua candidatura al consiglio regionale della Calabria (sulla quale tuttavia Martino non si è soffermato oltremodo) ma che è rientrata di fatto tra gli eventi elettorali del tour dell’europarlamentare e segretario nazionale Udc Lorenzo Cesa, nuovamente in corsa per un seggio europeo nella lista di Forza Italia e sotto le insegne del Ppe. Non secondaria la concomitanza con il turno amministrativo che (sempre il 26 maggio) interessa, com’è noto, anche Vibo Valentia e che dunque ha riservato, nell’ambito della convention, ampio spazio alla coalizione di centrodestra rappresentata su tutti dal candidato sindaco Maria Limardo. Al tavolo dei relatori esponenti vecchi e nuovi dello scudocrociato. In prima fila la “linea verde” con i coordinatori provinciali dell’organizzazione giovanile del partito di Catanzaro e Reggio Calabria, Lorena Alessandrini e Deborah Ciricosta, e la dirigente nazionale Marzia Sanzo. Presente il coordinatore comunale Nico Console, non sono mancati anche gli esponenti della vecchia guardia quali il sindaco di Dinami Gregorio Ciccone, il presidente regionale del partito Ottavio Gaetano Bruni, il segretario regionale Francesco Talarico e il suo vice Luigi Fedele, l’ex senatore Gino Trematerra e il senatore in carica Antonio Saccone. Inatteso poi, l’intervento telefonico del presidente del parlamento europeo Antonio Tajani che ha salutato i convenuti lanciando un appello a sostegno di Cesa. Al tavolo, coordinato dal direttore de Il Vibonese Stefano Mandarano, si sono approssimati per un saluto anche il presidente della Provincia Salvatore Solano e il senatore di Forza Italia Giuseppe Mangialvori, così come non hanno fatto mancare il loro intervento, dando voce alle istanze del terzo settore, il presidente del Club per l’Unesco di Vibo Maria Loscrì e il direttore del Csv Calabria Roberto Garzulli. Sul piatto i temi dell’economia e dello sviluppo hanno fatto da contraltare a quelli dell’attualità politica con un occhio all’appuntamento elettorale di Vibo Valentia sottolineato dall’ampio sostegno manifestato all’indirizzo di Maria Limardo dagli intervenuti. Gli intenti dell’iniziativa nelle parole di Martino che ha ricordato come «in un territorio che vive un profondo stato di prostrazione e abbandona, occorre infondere nei più giovani i valori di un’identità politica ed etica lontana dall’improvvisazione e dagli interesse personali che guardi al bene della collettività». Significativo, in chiave elettorale, l’intervento dell’ex presidente della Provincia Bruni che ha ricordato che «il partito lavorerà con convinzione a sostegno di Maria Limardo» ravvisando i limiti della precedente amministrazione Costa, «sindaco che si è fidato di inaffidabili che lo hanno contrastato per prendere il suo posto. Questi – ha aggiunto – non sono certo oggi parte della nostra coalizione ma fanno riferimento ad un “pseudo-candidato” che non avremo problemi a mandare a casa». In chiusura dei lavori l’intervento del segretario Cesa ha spostato la discussione sulle prospettive nazionali e sul tema delle alleanze e, partendo dal caso Grillo-Dinami, non disdegnando critiche alla componente pentastellata del Governo. Invitando esplicitamente l’“alleato Salvini” a «staccare la spina». Quindi ha aggiunto: «Noi vogliamo essere concreti, attraverso una filiera che parta dai territori e arrivi ai livelli nazionale ed europeo avendo un peso anche nella Regione, che oggi non dà le risposte che dovrebbe dare ai problemi della gente». Quindi ha messo in evidenza i «valori del Ppe: la difesa della famiglia tradizionale, della vita, ma soprattutto della concretezza di un’azione politica che vuole dare risposte anche al problema più piccolo della gente. Bisogna finirla con le promesse, ovvero con quello che è accaduto fino a questo momento nel nostro Paese». 

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