Ionadi, l’opposizione attacca il sindaco sul “Decreto crescita”

La norma voluta dal governo, entrata in vigore il primo maggio, agevolerebbe i cittadini in difficoltà col pagamento dei tributi

La norma voluta dal governo, entrata in vigore il primo maggio, agevolerebbe i cittadini in difficoltà col pagamento dei tributi

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Uno scorcio di Ionadi
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Sale la tensione tra le componenti democraticamente elette di Ionadi. Oggetto della diatriba, che sta riguardando l’opposizione “Ionadi” capitanata dall’ex primo cittadino Nazzareno Fialà e l’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Arena, è il mancato inserimento nel prossimo consiglio comunale della mozione che impegnerebbe l’assise ad esprimersi sul recepimento dell’articolo 15 del Decreto crescita, emanato dal Governo nazionale ed entrato in vigore l’1 maggio 2019. Una richiesta inoltrata il 14 maggio dal gruppo composto dallo stesso Fialà e dai consiglieri Cristian Signoretta e Gianfranco Cullia, e tuttavia non recepita dalla maggioranza nell’ambito del consiglio convocato per il prossimo 1 giugno, «nonostante l’articolo 16 dell’apposito regolamento prevede che il presidente è tenuto a riunire l’assise in un termine non superiore a 20 giorni dalla richiesta e ad iscrivere all’ordine del giorno la trattazione degli argomenti proposti dai consiglieri. Certamente – evidenzia oggi Fialà – non ci stupisce il comportamento del sindaco, perché ormai è cosa nota il suo modo di agire, che si è sempre esplicato fin qui con arroganza e con assoluta mancanza di rispetto del gruppo di minoranza e ledendo quelle che sono le regole della trasparenza e della legittimità. Naturalmente noi in questa sede intendiamo stigmatizzare il comportamento del sindaco sul fatto che ad essere danneggiati saranno i cittadini di Ionadi in difficoltà con il pagamento dei tributi arretrati, le cui ingiunzioni sono state notificate nel periodo 2000/2017».  

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L’opposizione ricorda, poi, che l’articolo 15 del Decreto crescita prevede l’estensione della definizione agevolata delle entrate regionali e degli enti locali, e in particolare che «con riferimento alle entrate, anche tributarie dei comuni, non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscali notificate negli anni dal 2000 al 2017, dagli enti stessi e dai concessionari della riscossione, i predetti enti territoriali possono stabilire, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, l’esclusione delle sanzioni relative alle predette entrate». Quindi, le dovute conclusioni, in cui il gruppo di minoranza chiarisce che nella propria richiesta «è stato pure evidenziato che gli enti hanno solo 60 giorni, a partire dall’1 maggio, per concludere l’iter di cui sopra», e chiede «a gran voce» che il sindaco Arena «provveda ad integrare l’Ordine del giorno del consiglio comunale del prossimo 1 giugno con la nostra mozione nel solo esclusivo interesse dei cittadini».