domenica,Novembre 28 2021

Elezioni alla Provincia di Vibo, il Pd a tutte le forze politiche: «Chiedere le dimissioni di Solano»

L'appello dei democrat in vista del rinnovo del Consiglio provinciale, di fronte a quella che definiscono un’«anomalia istituzionale»: la costituzione di parte civile dell’Ente in un processo (Petrol Mafie) che vede tra gli imputati lo stesso presidente. «Necessario andare al voto pure per la presidenza»

Elezioni alla Provincia di Vibo, il Pd a tutte le forze politiche: «Chiedere le dimissioni di Solano»
La sede della Provincia di Vibo Valentia e, nel riquadro, Salvatore Solano

Un appello a tutte le forze politiche in campo in vista delle elezioni per il rinnovo del Consiglio della Provincia di Vibo Valentia, fissate per il 18 dicembre. A lanciarlo la federazione provinciale del Partito democratico, guidata dal segretario Enzo Insardà. Quel che i democrat chiedono, in sostanza, è di fare fronte comune e invocare tutti insieme le dimissioni del presidente Salvatore Solano, rinviato a giudizio nell’ambito dell’inchiesta Petrol Mafie e per il quale il processo inizierà proprio qualche giorno prima delle elezioni, il 13 dicembre. [Continua in basso]

La Provincia parte civile contro il suo presidente

Salvatore Solano

Elezioni che, secondo i dem vibonesi, si svolgeranno in un «contesto istituzionale e politico molto complesso e delicato, in cui permangono gravi contraddizioni ed inquietanti interrogativi». Invero, il Partito democratico aveva già in passato chiesto le dimissioni di Solano, evidenziando in particolare – si legge in una nota – «l’anomalia istituzionale generata dalla costituzione di parte civile da parte della Provincia su un procedimento penale per reati associativi che vede imputato per altri reati collegati lo stesso presidente». Una richiesta caduta nel vuoto: «E di fatto la competizione elettorale alla quale ci affacciamo e per cui sono chiamati a pronunciarsi sindaci e consiglieri comunali del territorio – continuano i dem -, dovrebbe avvenire in presenza di questa grave e pesante anomalia istituzionale, con tutte le conseguenze del caso».

Eleggere anche un nuovo presidente

Dunque la nuova mossa, un nuovo appello, quando ormai le elezioni sono all’orizzonte e il Pd – avendo avviato un confronto con tutto il centrosinistra – è pronto a scendere in campo con una lista che definisce «autorevole e competitiva». Per tutte le ragioni sopra elencate, «è indispensabile – rimarcano – procedere alla consultazione nelle forme previste dalla legge eleggendo non solo il consiglio provinciale, ma anche il suo presidente, condizione che si potrà verificare solo previe dimissioni di quest’ultimo. Riteniamo che, in una provincia difficile ed in una fase storica così delicata non si possa far finta di nulla e prescindere dalla definizione di un quadro politico ed istituzionale improntato alla trasparenza ed alla legalità senza equivoci e senza ambiguità. Diversamente lo scenario politico rischierebbe, come già rischia, di essere gravemente compromesso dalla ingombrante ed imbarazzante presenza di un presidente eletto dal centrodestra, sconfessato da quella coalizione, ed oggi in cerca di una nuova collocazione che, come è chiaro a tutti non può essere di certo rappresentata dalla nostra area di riferimento». [Continua in basso]

L’appello a tutte le forze politiche

«In una condizione siffatta – aggiungono gli esponenti vibonesi del Pd -, crediamo piuttosto che vada sgomberato il campo da ogni ambiguità con atti di coraggio e di rottura, e per tali ragioni proponiamo alle forze del centrosinistra in primis, e dell’intero arco costituzionale di conseguenza, facendo un vero e proprio appello “di salute pubblica”, di avviare una comune moratoria chiedendo in coro le immediate dimissioni del presidente in modo tale da consentire, attraverso una consultazione che guardi sia al consiglio che alla presidenza, così da – è la conclusione – assicurare a questo territorio il rapido ristabilirsi di un clima democratico di agibilità e di confronto che sia prima di tutto libero da condizionamenti ed improntato alla trasparenza ed alla legalità».

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