Stefanaconi, l’ex vicesindaco Disì: «Realtà mistificata, ecco come sono andate le cose»

Contestate con fermezza le motivazioni espresse da Solano nel decreto con cui si è visto revocare l’incarico: «Io presente all’80 per cento delle riunioni di Giunta e Consiglio. La verità sta altrove»

Contestate con fermezza le motivazioni espresse da Solano nel decreto con cui si è visto revocare l’incarico: «Io presente all’80 per cento delle riunioni di Giunta e Consiglio. La verità sta altrove»

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Non si è fatta attendere la reazione dell’ex vicesindaco di Stefanaconi Carmelo Disì all’iniziativa del primo cittadino Salvatore Solano che nei giorni scorsi aveva, con proprio decreto, revocato l’incarico all’amministratore sulla base di un asserito interesse – da parte di quest’ultimo – alle attività amministrative comunali e di una scarsa partecipazione a riunioni e iniziative promosse dalla compagine amministrativa. Per Disì proprio «il contenuto del documento che vede il sottoscritto sollevato dalla carica di vicesindaco lascia perplessi in quanto tutte le argomentazioni a sostegno della decisione sono opinabili e per ampi tratti prive di fondamento. È fondamentale sottolineare – spiega l’ex vicensindaco ora consigliere – che la decisione di affidare l’incarico di vicesindaco alla mia persona è stata esclusivamente frutto di un accordo cui si giunse prima della scorsa tornata elettorale amministrativa che non contemplava, nei suoi termini, requisiti legati al numero di preferenze conseguite malgrado anche un eventuale modus operandi di questo tipo, alla luce dell’altissimo numero di consensi accumulato dal sottoscritto soprattutto nella sezione numero tre, in cui votano i cittadini della frazione Morsillara, e dei contemporanei insuccessi conseguiti nelle altre due sezioni appannaggio degli elettori di Stefanaconi centro, probabilmente non sarebbe apparso del tutto singolare. E’ indubbio, però, e non riconoscerlo vorrebbe dire peccare di onestà politica ed intellettuale, che i brillanti risultati ottenuti dalla Giunta che mi onoravo di rappresentare fino a pochi giorni fa sono frutto del lavoro di squadra dell’Amministrazione in carica su progetti ed iniziative avviate in larghissima parte dall’esecutivo precedente guidato dall’ingegnere Salvatore Di Sì». Quest’ultimo, come si ricorderà, zio dell’attuale consigliere comunale “defenestrato” dalla Giunta.

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«Se – prosegue l’interessato -, come riportato nel documento a firma del primo cittadino pervenutomi, la destituzione dall’incarico di assessore e vicesindaco è da imputarsi alle assenze reiterate alle riunioni del gruppo di maggioranza e alla mancata partecipazione a quasi tutte le attività promosse ed organizzate dall’amministrazione comunale, non posso esimermi dall’evidenziare che la percentuale di presenze che mi riguarda, relativa alle sedute di Giunta e consiglio comunale, si attesta su valori vicini all’ottanta per cento benché le stesse siano state convocate nella maggior parte dei casi in orari non proprio conciliabili con quelli di un lavoratore dipendente. In più occasioni, e in via informale per evitare lo scontro verbale tra le parti, ho chiesto di differire suddette assemblee di qualche ora in modo tale da favorire la più ampia partecipazione da parte degli organi interessati ma le mie parole sono state sempre puntualmente disattese». 

Altresì, Disì non si esime dal «rivendicare orgogliosamente la ferma intenzione di non partecipare ad incontri di qualsivoglia natura indetti da soggetti estranei al contesto politico locale. Nella stessa istanza di revoca si sottolinea anche la mia assenza durante il consiglio comunale che, tra i punti all’ordine del giorno, prevedeva l’approvazione del bilancio preventivo. Non permettendomi di mettere in dubbio la veridicità di quanto sostenuto, mi sia concesso di esprimere delusione e disappunto anche per questa ennesima caduta di stile da parte del sindaco che è perfettamente a conoscenza dei gravi motivi familiari che non mi permisero di partecipare a quella specifica riunione dell’assise comunale. Trattasi, quindi, di un tentativo di strumentalizzazione dei fatti alquanto goffo e che, semmai dovesse essercene bisogno, rileva ancora una volta in maniera ancora chiara la statura politica discutibile di chi, al contrario, dovrebbe essere garante di equità politica e morale». 

L’ex vicesindaco di Stefanaconi non tralascia di citare «i diversi richiami all’ordine di cui “sarei” stato destinatario nel biennio ormai alle spalle, usando il condizionale per rimarcare che a tal proposito il tutto mi risulta strano per non dire ingiustificato, anche questi non sono altro che testimonianza palese di un agire politico di basso livello e soprattutto mistificatore della realtà». Le ragioni della scelta di Solano, dunque, per Disì sarebbero da ricercare altrove. «Appare molto probabile, a questo punto – argomenta -, che il gusto amaro della delusione assaporato in occasione delle recenti consultazioni europee abbia contribuito e non poco a farle firmare un provvedimento tanto estremo quanto oggettivamente ingiustificato». Il riferimento è al diverso orientamento tenuto in occasione delle ultime elezioni europee quando Disì, in accordo con la scelta di Francesco De Nisi, ha sposato la causa di Fratelli d’Italia sostenendo la candidatura di Denis Nesci.

«Ciò – conclude – è quanto dovevo in nome della correttezza d’informazione e del rispetto che nutro verso gli abitanti di Stefanaconi ai quali sono legato da sentimenti di affetto ed amicizia che nessuno potrà mai scalfire. Da persona seria e corretta quale reputo di essere, ringrazio il sindaco Salvatore Solano per la fiducia dimostratami e rimando ogni giudizio nei miei riguardi all’unica categoria designata ad esprimerlo: i cittadini. E’ per loro che, anche da consigliere comunale, continuerò a profondere i miei sforzi per far sì che possano vivere in un borgo amministrato da una classe dirigente che non dimentica mai il passato, vive il presente ed ha lo sguardo volto al futuro». 

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