Serra, è scontro sulla vendita dei lotti della zona industriale

L’esponente di opposizione Giancotti attacca l’amministrazione: «Dimostrano disinteresse per i nostri giovani e le realtà imprenditoriali. Io avevo un piano, ma lo hanno bocciato perché non ho indossato la loro stessa casacca di “soldatini”...»

L’esponente di opposizione Giancotti attacca l’amministrazione: «Dimostrano disinteresse per i nostri giovani e le realtà imprenditoriali. Io avevo un piano, ma lo hanno bocciato perché non ho indossato la loro stessa casacca di “soldatini”...»

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«Ancora una volta si decide di non decidere». A pensarla così è Valeria Giancotti, consigliere comunale d’opposizione di Serra San Bruno che attacca l’amministrazione Tassone in merito al bando per la cessione in proprietà e trasformazione del diritto di superficie di lotti dell’area Pip, ubicata in località “Terra Rossa”, meglio conosciuta come zona industriale. La scelta fatta, secondo la Giancotti, evidenzia «oltre alla mancanza di una conoscenza del territorio e del suo tessuto socio-economico, anche e soprattutto un chiaro disinteresse rispetto a quelle potenziali opportunità che scelte coraggiose, che tengano conto anche della realtà serrese, realmente possano favorire una occasione di crescita e sviluppo, anche in termini occupazionali, per le aziende già presenti oltreché per giovani».

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La Giancotti ricorda poi il lavoro che aveva fatto in questa direzione quando sedeva tra i banchi della maggioranza: «Insieme agli uffici preposti si era studiato e valutato positivamente ogni aspetto di una possibile scelta che portasse a concretizzare la vendita degli stessi lotti prevedendo un prezzo pari a ad euro 22,80 al mq a base d’asta, prezzo di gran lunga inferiore a quello di euro 33,82 ancora una volta oggi riproposto dalla “nuova maggioranza”, incomprensibilmente direi visto anche che per ben cinque volte i bandi pubblicati con quel prezzo a base d’asta sono ad oggi andati deserti nelle prime quattro pubblicazioni e attendiamo l’esito di quella in corso». Peraltro, aggiunge l’esponente di opposizione, gli uffici avevano anche predisposto «tutti gli atti necessari in tal senso, successivamente sottoposti alla valutazione del sindaco, come da lui stesso ammesso in sede di consiglio comunale, che, seppur condividendo in quel momento tale scelta, molto probabilmente “altri” per lui successivamente hanno pensato bene di decidere di non decidere». 

L’attacco è poi rivolto alla delegata alla Pianificazione strategica Jlenia Tucci, alla quale la Giancotti aveva chiesto delucidazioni sulla pratica: «Ma come recita la barzelletta – commenta ora sarcastica – “interrogato il morto, il morto non rispose”». «Come già più volte riscontrato nell’agire amministrativo quotidiano di questa nuova “minoranza/maggioranza” – conclude – sembrerebbe che l’interesse diffuso dei serresi non sia tra le loro priorità. Anche per questo hanno deciso di non dar seguito a quel procedimento studiato e predisposto nella precedente maggioranza e quindi da me, molto probabilmente perché non ho voluto indossare le loro stesse casacche da soldatini, casacche che alla sottoscritta non andranno mai bene, qualunque esse siano».