Dai costi della politica al piano di riequilibrio: settimana “calda” al Comune di Vibo

Il consiglio si riunirà per due sedute. All’ordine del giorno anche numerose interrogazioni su acqua e sicurezza degli edifici scolastici

Il consiglio si riunirà per due sedute. All’ordine del giorno anche numerose interrogazioni su acqua e sicurezza degli edifici scolastici

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Sarà una settimana particolarmente calda, la prossima, per la politica a Vibo Valentia. Il consiglio comunale è infatti chiamato a due distinti appuntamenti per discutere di pratiche di rilievo, tra le quali l’approvazione del Piano di riequilibrio finanziario.

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Il primo consiglio è convocato dal presidente Giuseppe Muratore in prima convocazione per il 31 luglio alle 9.30 (seconda convocazione il giorno seguente alle 10.30). All’ordine del giorno, in particolare, due interrogazioni presentate da Pietro Comito sulla riapertura della delegazione di Piscopio e sugli interventi per attivare la nuova rete idrica sempre nella medesima frazione; un’altra interrogazione è quella presentata da Giuseppe Policaro sulla mancanza di acqua nel territorio comunale. In agenda anche un ordine del giorno del gruppo Città futura sulla trasmissione audiovisiva delle sedute del consiglio, due del Movimento 5 Stelle sul distacco dall’Alaco e le casette dell’acqua e sulla riduzione dei costi della politica. Ed ancora: un altro odg presentato da Policaro sulla maggiore pubblicizzazione del piano comunale di emergenza e sulle verifiche da attuarsi negli edifici scolastici. Infine, un odg presentato da Policaro, Santoro, Pilegi e Comito sull’eliminazione progressiva della plastica monouso dagli edifici pubblici.

Ma le pratiche più importanti per i destini dell’ente sono certamente quelle in agenda nel consiglio del 5 agosto alle 9.30 (seconda convocazione il 6 alle 10.30). Perché in aula arriverà il Piano di riequilibrio, già approvato dalla giunta. Altri punti rilevanti sono l’assestamento generale di bilancio e la salvaguardia degli equilibri per l’esercizio 2019, unitamente all’aggiornamento del piano triennale delle opere pubbliche. Infine, il riconoscimento di debiti fuori bilancio.